G7m. Gli attivisti a sindaco e prefetto: “Incontrateci, il buon senso può ancora vincere”

Bologna, 10 giu. – Un incontro urgente al prefetto e al sindaco di Bologna per affrontare il tema del percorso della manifestazione di domani organizzata dalla rete di associazioni ambientaliste che stanno dando vita al ‘G7M’, un contro-vertice in corso al parco 11 settembre che culminerà con la manifestazione di domani pomeriggio. Al centro delle richieste il percorso del tratto finale della manifestazione che, secondo le prescrizioni, non potrà passare da via Indipendenza e via Ugo Bassi (le più centrali, domani pedonalizzate come ogni fine settimana) bensì dalla più laterale via Marconi per raggiungere piazza San Francesco.

“Speriamo che da parte del prefetto il buon senso prevalga – è l’appello di Francesco Luca Basile e Christopher Ceresi, due dei portavoce della rete – la nostra richiesta è quella di fare una manifestazione pacifica, partecipata e festosa nel centro della città. Chiediamo un incontro a sindaco e prefetto per ragionare dell’agibilità della città”. L’appello è stato sottoscritto anche da Cgil Bologna, Arci, Greenpeace, Legambiente e molti parlamentari di sinistra che si sono detti disponibili a partecipare all’incontro con il sindaco e il prefetto. Tra di loro le europarlamentari Elly Schlein (Possibile) e Eleonora Forenza (L’Altra Europa con Tsipras), Nicola Fratoianni e Giovanni Paglia di Sinistra Italia e Stefano Fassina. Ha aderito all’appello anche la consigliera comunale Amelia Frascaroli.

      Stefano Fassina

 

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Il sindaco nella sua newsletter del sabato ha affrontato il tema. “Un pensiero – ha scritto Merola – lo vorrei rivolgere anche all’annunciata manifestazione che contesterà il vertice ufficiale. Ho trovato saggia la decisione del Prefetto di spostare la cena tra i ministri all’Hotel Regency e sono convinto che sia stato salvaguardato il diritto di manifestare. Non ho sentori di proteste violente e sono convinto che si possa esprimere il proprio dissenso in modo pacifico come ho già detto in altre occasioni”.

La protesta contro il Dap. Tocca alla sede di Carisbo, banca bolognese del gruppo Intesa Sanpaolo, fare da sfondo alla prima vera azione di protesta del movimento anti G7 nel weekend del vertice. Gli attivisti, qualche decina, si sono presentati in bicicletta vestiti di tute bianche difronte al quartier generale della cassa di risparmio in via Farini dove era in corso il convegno “Idee imprenditoriali per un mondo sostenibile” al quale ha preso parte anche il ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti. La banca è finita nel mirino dei contestatori in quanto il gruppo Intesa Sanpaolo fa parte del pool di banche finanziatrici del grande oleodotto (Dap) che dovrebbe passare nelle terre dei Sioux in Dakota e contro il quale la comunità dei nativi americani si e’ mobilitata. Per questo i manifestanti hanno anche tentato di consegnare una lettera ai vertici della Banca, anche se non ci sono riusciti. Con loro era presente anche Rafael Gonzales, alias Tufawon, per metà portoricano e metà del Dakota, rapper e attivista, in giro da mesi per l’Europa per sensibilizzare contro la realizzazione del Dap. Il presidio (tenuto sotto controllo dalle forze di polizia) è durato una mezz’ora, poi i manifestanti si sono allontanati in sella alle loro biciclette. Intesa partecipa con altre banche europee, finanzia la Dap (con una quota di 120 milioni di dollari) e con gli altri istituti coinvolti ha incaricato un esperto indipendente (Foley Hoag) di valutare l’impatto ambientale e sociale del progetto.

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