G7 ambiente. Centro vietato al corteo del controvertice. “È una ritorsione politica”

Bologna, 9 giu. – “Proteggi il pianeta. Contrasta il G7“, è lo slogan della manifestazione che domenica pomeriggio porterà in città le ragioni del controvertice sull’ambiente, il cosiddetto G7m. Il corteo partirà come previsto dal parco 11 settembre alle 15 e arriverà in piazza San Francesco,  ma alla luce delle “incredibili prescrizioni” (così le definiscono gli organizzatori) arrivate stamattina dalla Questura non potrà attraversare via Ugo Bassi e la parte di via Indipendenza più vicina al centro. Il tutto nonostante la cancellazione della cena di gala dei ministri dell’ambiente del G7 inizialmente prevista a Palazzo Re Enzo.
In rete è stato diffuso un appello in difesa della libertà di manifestare nel centro delle città. “Chiediamo quindi alle autorità preposte di rimuovere le prescrizioni ingiustificate che abbiamo ricevuto sulla manifestazione di domenica 11 Giugno. Tali prescrizioni, che non contengono elementi di criticità specifici, se venissero accettate potrebbero essere estendibili a qualsiasi centro storico italiano e costituire un precedente alla limitazione della libertà di espressione delle istanze democratiche, impedendo di attraversare le vie principali del centro storico e i luoghi rappresentativi delle istituzioni politica della città. Gli stessi luoghi che come consuetudine – e come accaduto appena due settimane fa – sono stati attraversati da una manifestazione cittadina”.
Si legge sulla comunicazione firmata dal questore Coccia: “Considerato che il percorso individuato dalla manifestazione interessa tratti che nelle giornata del fine settimana sono preclusi alla circolazione veicolare nell’area del cosiddetto T-days, attualmente delimitato da barriere fisiche poste all’altezza di via Indipendenza angolo via Augusto Righi, via Ugo Bassi altezza via Cesare Battisti, e a chiusura di via Rizzoli; tenuto conto che nei suddetti tratti di strade cittadine ordinariamente si registra in un pomeriggio festivo una notevole concentrazione di persone, valutata la necessità di assicurare la mobilità e la libertà di circolazione delle persone, nonché la fruibilità di esercizi commerciale nelle vie interessante, attesta pertanto l’esigenza di contemperare il diritto a manifestare e a esprimere il dissenso con l’esercizio dei predetti diritti, tutti costituzionalmente previsti e tutelati”. Nella comunicazione del questore si cita inoltre la necessità di tutelare “l’ordine, la sicurezza, la quiete pubblica”. Da qui la decisione di vietare il passaggio del corteo per via Ugo Bassi e in parte di via Indipendenza. La prescrizione del questore indica al corteo infatti una deviazione. Solo la primissima parte di via Indipendenza potrà essere percorso dai manifestanti, che saranno poi indirizzati lungo via dei Mille e via Marconi.
 
Ci viene vietato metà del percorso, in particolare la parte che attraversa il centro storico. Ci pare una ritorsione politica”, commenta il portavoce Luca Basile.
A questo punto “tutte le associazioni e le forze politiche chiedano che venga tolta questa prescrizione imbarazzante”, è l’appello degli organizzatori. Un appello che viene lanciato a livello nazionale. “Vogliamo portare le nostre ragioni in maniera pacifica e non capiamo perché questo non ci venga concesso. La nostra speranza è quella di terminare la manifestazione nel migliore dei modi possibili, con una festa in centro. Proprio per questo le ragioni che ci sono state comunicate sono incredibili e ci paiono una ritorsione politica”.
Il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, una volta appresa la notizia, si è rifiutato a più riprese di commentare.

Anche il sindaco Merola si è trincerato dietro al no comment.

La protesta di Sinistra Italiana. “Lo abbiamo detto e lo ripetiamo – dichiara il deputato Giovanni Paglia di Si -non si può limitare il diritto al dissenso. Mi auguro venga rivista rapidamente la scelta della Questura di impedire il passaggio del corteo critico verso il G7 Ambiente dalle vie del centro. La scelta di spostare la cena finale del vertice è stata molto appropriata, perché ha restituito ai bolognesi la loro città.  Ora si deve fare un passo ulteriore: restituire anche la piena libertà di manifestazione”.

La posizione del Pd e dell’amministrazione. Il sindaco Merola si limita a un “no comment”, il consiglieri Pd Vicinio Zanetti dice di non voler rilasciare dichiarazione mentre il consigliere dem Raffaele Persiano concorda con il provvedimento del questore Coccia: “Se è stato vietato in centro chi si occupa dell’ordine pubblico avrà avuto i suoi motivi. Per manifestare c’è comunque tutta la città”.

      Raffaele Persiano

“C’è un problema di sicurezza vero – spiega il capogruppo del Pd Claudio Mazzanti -. Non sono preoccupato per i manifestanti ma credo che meccanismi che tutelino tutti siano ampiamente giustificati. Con l’aria che tira posso capire, Bologna è sotto gli occhi di tutti e quello che succede nel mondo è evidente. Ma non lo dico contro i manifestanti, hanno una posizione lecita che in parte condivido anche io e in parte no”.

      Claudio Mazzanti

La posizione del Movimento 5 Stelle
. “È un peccato perché la libertà di espressione è un diritto di tutti – ragiona il consigliere del Movimento Marco Piazza -. Bisognerebbe capire bene se ci sono davvero potenzialità di rischio. Secondo me nei giorni scorsi abbiamo un po’ esagerato, un pochino più di libertà di espressione ci starebbe”.
      Piazza

Coalizione Civica. “Un’assurdità vietare il corteo in centro – spiega Federico Martelloni, capogruppo di Coalizione in Comune -. È strategico che i temi dell’ambiente siano posti all’attenzione della città. Non c’è nessuna buona ragione, di sicurezza e di viabilità, che impedisca al corteo di passare in centro. Si parla di garantire agli esercenti di esercitare la loro attività? Concordo, come è sempre successo con qualsiasi corteo. La ragione è una ripicca politica. Le forze democratiche devono prendere parola, è una cosa che non sta né in cielo né in terra, Bologna non può permetterselo”.

      Federico Martelloni

Il programma del controvertice G7m prevede anche, da oggi a domenica, workshop, concerti e una iniziativa di “critical mass” in partenza domenica mattina alle 10 da Labas, una delle realtà autogestite che fanno parte della cordata anti-vertice. “In questa settimana sono state rappresentate soprattutto le posizioni di Eni, vorremmo fossero rappresentate anche quelle della società civile”, sottolinea ancora Basile. Questa mattina gli attivisti di G7m hanno presentato un “dECOlogo per una società ecologica”, firmato anche dal professore dell’Alma mater Alberto Bellini, ex assessore a Forlì e oggi esponente di Energia per l’Italia.

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