Sotto il cielo di Fred: Buscaglione rivive su disco

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29 mag.- E’ uscita il 14 aprile la compilation “Sotto il Cielo di Fred”. 12 canzoni dell’artista torinese interpretate da altrettanti nomi della scena musicale indipendente italiana. Tra questi, vincitori delle passate edizioni del Premio Buscaglione (come lo Stato Sociale nel 2012), artisti ospiti del festival o semplicemente “amici”. “Per fortuna, tutti nomi importanti”, dice l’ideatrice del premio Francesca Leonardelli, intervistata da Laura Marongiu e Letizia Lodi a Pigiama Party, nella puntata del 24 maggio.

Un premio a cadenza biennale, rivolto ad artisti emergenti,  istituito nel 2010, nel cinquantenario della scomparsa del grande artista. Sono state tre le edizioni, che occupano uno spazio di tre giorni all’interno del festival “Sotto il Cielo di Fred”, cornice che ospita numerose attività legate alla figura di Buscaglione. Il premio, dice Leonardelli, è cresciuto progressivamente, partendo da 120 iscrizioni il primo anno (la domanda si fa online) alle 620 dell’ultima edizione, nel 2014. Il 15 settembre parte il bando per la quarta edizione, che si terrà a febbraio 2016.

L’idea della compilation aleggiava fin dalla prima edizione. Prodotta dall‘Associazione Culturale FEA e da Libellula Press, ospita le interpretazioni di (in ordine alfabetico) Brunori sas, Bugo, Dente, Etruschi From Lakota, Eugenio in Via Di Gioia (vincitori dell’ultima edizione), Il Pan del Diavolo, Lo Stato Sociale, Nicolò Carnesi, Paolo Benvegnù, Perturbazione, The Sweet Life Society, Venus in Furs. Interrogata sull’argomento, la Leonardelli dice che per fortuna non c’è stata nessuna “difficoltà legata alla sovrapposizione dei pezzi”, come invece temeva.

Il disco, disponibile su iTunes in formato digitale, nei negozi di dischi e nello shop online nel formato fisico, è un modo di sostentare economicamente la manifestazione, in un contesto in cui “la dimensione del live è diventata sempre più complessa“. “Gli spazi”, dice la Leonardelli, “sono tanti, ma non hanno la forza economica per sostenere un vero circuito di musica dal vivo”. Una situazione che penalizza “le realtà più indipendenti”. Per quanto riguarda le istituzioni, l’aiuto che riescono a dare “è molto poco”. La crisi economica ha tagliato i fondi destinati alle realtà più sperimentali, e i pochi soldi a disposizione (“miniere d’oro infinite” rispetto al budget del festival), gli enti locali  “li danno a quelle realtà più consolidate e istituzionalizzate. Purtroppo una scelta del genere rischia di tagliare le gambe a tutta quella che potrebbe essere la cultura del futuro”.

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