Frascaroli: “Io candidata anti Merola? Una fesseria”

amelia frascaroli assessoreBologna, 23 ott. – “Un mio impegno quale candidata sindaco a Bologna è una fesseria“. L’attuale assessore al welfare della giunta Merola Amelia Frascaroli lo ha scritto oggi su facebook smentendo indiscrezioni di stampa che legano il suo destino alla “cosa rossa” in gestazione a sinistra del Pd dopo lo strappo di Nichi Vendola. “Penso che in Sel stiano maturando condizioni per fare un’altra cosa” da un’alleanza con il Pd, aveva detto proprio ieri l’ex presidente della Regione Puglia a Repubblica.it.

Mezzetti stoppa Vendola. Le parole di Nichi Vendola sulla rottura col Pd a Bologna tornano a far volare gli stracci in Sel. L’assessore regionale Massimo Mezzetti, uno dei leader del partito in Emilia Romagna e fautore di accordi di centrosinistra col Pd, spedisce di buon mattino un “avviso ai naviganti”. “Per il futuro di Bologna e delle alleanze politiche che si candideranno a governare la città dalla prossima primavera, decidono i bolognesi”, scandisce in un post pubblicato su Facebook. “Nessuno, dico nessuno, è legittimato a farlo da Roma attraverso un videoforum di un famoso quotidiano on line….a scanso di equivoci”. Le parole di Vendola sulle alleanze in vista del 2016 ed in particolare su Bologna erano infatti arrivate ieri da un forum su “Repubblica tv”. Il post di Mezzetti è stato condiviso anche da altri esponenti della sinistra cittadina, dal consigliere metropolitano Lorenzo Cipriani al leader Arci Stefano Brugnara. Sulla scelta da fare in vista del 2016, insiste Mezzetti rispondendo sempre sulla sua bacheca, “ci deve essere condivisione. Altrimenti chi fa dopo la campagna elettorale? Vengono loro da Roma?”. Un punto toccato in un altro post dallo stesso Cipriani: “il dirigismo dall’alto porta a generali senza eserciti. Di solito non fanno una bella fine. Anche perché poi a candidarsi dovranno essere i bolognesi, mica Civati o i romani”, scrive il consigliere. E ancora: “io chiedo che siano i territori a esprimersi, come prevedono tutti i nostri regolamenti e come è giusto che sia. Io non cedo a nessuno la delega a rappresentare le mie idee, se non ai compagni di Bologna”.Attualmente Sel a Bologna sta conducendo una ”verifica” sui cinque anni di amministrazione Merola prima di decidere cosa fare nel 2016: intanto però si sta assistendo ad una diaspora strisciante di propri esponenti verso altre esperienze. L’unico anello in grado di tenere insieme i destini di Pd e Sel a Bologna pare essere sempre l’assessore al Welfare Amelia Frascaroli, che però fin qui ha garantito il proprio sostegno a Merola solo fino al 2016. L’assessore Pd Matteo Lepore, braccio destro di Merola, aspetta: “c’è un dibattito interno al partito che noi rispettiamo. Quando Sel avrà deciso, sapremo cosa fare”. Per quanto riguarda le dichiarazioni del leader Nichi Vendola, “il sindaco parlerà direttamente con lui e insieme capiranno quali sono le intenzioni del partito a livello locale e nazionale”. Fumata nera? “Non credo che in questo momento ci sia nulla di deciso o nulla di chiuso- ha detto Lepore questa mattina a margine di una conferenza stampa- Non sta a noi dirlo ma spetta a Sel. Per quanto ci riguarda ci sono tutte le condizioni per andare avanti”.


Il commento di Merola. “Io sono d’accordo con Vendola, parliamo di programmi e non di esperimenti nazionali sulla pelle dei bolognesi”. E’ la risposta del sindaco di Bologna, Virginio Merola, allo strappo con il Pd sancito ieri dal leader nazionale di Sel, Nichi Vendola (“Se non c’è più il centrosinistra come orizzonte nazionale, per quello che mi riguarda non c’è più nessun effetto di trascinamento di questa formula politica nei livelli locali”). Dopo l’uscita del governatore pugliese “sono in corso contatti”, afferma Merola, rientrando a Palazzo D’Accursio. Intanto, però, Vendola sembrerebbe intenzionato a candidare come sindaco Amelia Frascaroli, attuale assessore di Merola alle Politiche sociali. “Lo ha spiegato la stessa Frascaroli, lei- replica il primo cittadino- intende candidare Merola”. Sarà, ma non c’è da preoccuparsi per la discussione tra i vendoliani, divisi tra chi guarda più a Coalizione civica o più al Pd? “Io guardo alla città- manda a dire Merola- e credo che tutti dovrebbero ragionare sul suo futuro. La posta in gioco, sempre più evidente con la venuta di Berlusconi alla manifestazione della Lega- ragiona il primo cittadino- è che avremo di nuovo un candidato di destra fuori dalla tradizione della destra europea e liberale”. Riferimento a Lucia Borgonzoni della Lega nord, perché per Merola l’arrivo del Cavaliere sancirà la sua corsa con il sostegno anche di Fi. Questo significa che “tutto un mondo produttivo, economico, associativo e moderato della nostra città – è l’appello di Merola- è chiamato a scegliere tra un’ipotesi di suo declino e il dare continuità ad un’ipotesi di crescita e sviluppo”. Per Merola, però, “lo stesso tema si pone alla nostra sinistra. E’ ora di decidere quali sono le priorità per il bene di Bologna. Io credo che la priorità evidente- continua l’esponente democratico- sia permettere che Bologna resti una società saldamente democratica, orientata alla crescita, a mantenere la coesione sociale e a risolvere i problemi” sui quali si è lavorato in questi quattro anni, “da quelli infrastrutturali a quelli che attengono all’innovazione del nostro welfare”. Quindi, è la stoccata di Merola, “io sono d’accordo con Vendola, parliamo di programmi e non di esperimenti nazionali sulla pelle dei bolognesi guardando agli schieramenti nazionali. Parliamo della città”.

Di conseguenza, “a me sembra molto chiara la scelta di opzione di campo da fare e se la sinistra ancora una volta mette al primo posto quello che pensa di essere rispetto a quello che invece è necessario fare per il popolo- avverte il primo cittadino- credo che si faccia un errore madornale”.Aggiunge poi Merola: “Se si vuole recuperare lo spirito dell’Ulivo, ammesso che sia ancora attuale parlarne senza bestemmiare in questa babele di sinistra, un giorno bisognerebbe finalmente arrivare a comprendere che se si sta in una coalizione si accetta, per il bene delle città che si amministrano, di non mettere avanti sempre e solo le cose che dividono e accettare che su alcune cose si può non essere d’accordo, ma c’è un valore supremo”. Ovvero “il bene della città, che qui- conclude il sindaco- continua a coincidere con una moderna idea di sinistra”.

 

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