VIDEO/AUDIO Il corteo delle donne di Bologna per dire no alla violenza


Bologna, 25 nov. – Hanno marciato in 500 per dire ‘no’ al femminicidio e alla violenza di genere. Il corteo bolognese per il 25 novembre, giornata mondiale di lotta alla violenza maschile contro le donne, è partito da Piazza xx Settembre ed è finito di fronte a Sala Borsa. Un tragitto breve percorso in quasi un’ora di lento cammino, tra canti, balli e slogan contro gli uomini violenti. Tra le manifestanti molte “femministe storiche”, come si sono autodefinite, ma anche ragazze giovanissime con i loro cartelli: io sono mia, è bella chi si ribella, la violenza è maschile, non etnica. Colore onnipresente il rosso, sia negli striscioni che nei vestiti o nei cappelli.
La prima corrispondenza di Giovanni Stinco e le voci di alcune manifestanti.

Uomini una manciata, anche per la scelta delle organizzatrici di convocare un corteo per sole donne. “Gli uomini questa volta non possono avere alibi – hanno spiegato – si organizzino da soli per dare la loro risposta ad un problema che non è solo di chi subisce, ma anche di chi la violenza la pratica”. Lungo il percorso anche azioni di attacchinaggio sulle vetrine di alcuni negozi di intimo, adesivi di mutande con la scritta: “no significa no”, e poi ragazze con passamontagna rosa vicine al centro sociale Tpo che hanno reclamato “reddito e casa per tutte”. Un modo per sollevare il problema del welfare come risposta all’esigenza di autodeterminazione femminile.

Le voci dal corteo.

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile sulle donne del 25 novembre è lo scenario del primo sciopero delle donne in Italia. Una grande novità che si va ad affiancare alle forme di partecipazione più tradizionali utilizzate anche negli anni scorsi. L’appello è stato lanciato in rete da due giornaliste freelance, Barbara Romagnoli e Adriana Terzo, e da Tiziana Dal Pra, presidente dell’associazione Trama di Terre, dopo l’ennesimo episodio di violenza su una donna.

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