Fondi E-R: primi indagati per legislatura 2005-2010

Bologna, 28 sett. – Sono stati notificati i primi avvisi di fine indagine per i consiglieri regionali in carica in Emilia-Romagna tra 2005 e 2010, legislatura precedente quella già oggetto di un’inchiesta sulle spese dell’assemblea legislativa, condotta da Procura di Bologna e Polizia tributaria della Gdf. Gli avvisi riguardano consiglieri all’epoca di An (Gioenzo Renzi, Enrico Aimi, Luca Bartolini e Alberto Vecchi), le capogruppo Udc e Pdci, Silvia Noé e Donatella Bortolazzi.

La prima parte dell’inchiesta, coordinata dai Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, con la supervisione del procuratore aggiunto Valter Giovannini, si è concentrata sul periodo 2010-2011 e aveva portato la Procura a formulare 40 richieste di rinvio a giudizio, per consiglieri di tutti gli schieramenti. Per alcuni gruppi l’udienza preliminare si è conclusa, per altri non è ancora stata fissata. Gli avvisi in notifica nei giorni scorsi ad alcuni consiglieri in carica nella legislatura 2005-2010 riguardano gli accertamenti che il pool dedicato della Guardia di Finanza ha continuato a fare, una volta terminato il primo filone, andando a spulciare i rimborsi e concentrandosi in particolare sul periodo di circa un anno e mezzo. Per gli altri gruppi del consiglio regionale 2005-2010 sono ancora in corso approfondimenti e non è escluso che possano a breve arrivare ulteriori avvisi. Aimi, tutt’ora in carica, Bartolini e Vecchi sono consiglieri coinvolti anche nella prima inchiesta, con il gruppo Pdl, così come Noé dell’Udc.

L’inchiesta sulle spese dei politici in Emilia-Romagna va indietro nel tempo. Dopo le 40 richieste di rinvio a giudizio per consiglieri regionali di tutti gli schieramenti della passata legislatura, gli accertamenti di Procura e Guardia di Finanza si sono estesi all’assemblea legislativa in carica in quella precedente, 2005-2010, concentrandosi su un periodo di circa un anno e mezzo, al termine del mandato. E sono arrivati nei giorni scorsi i primi esiti, con la notifica di sei avvisi di fine indagine per peculato ai consiglieri all’epoca di An (Gioenzo Renzi, Enrico Aimi, Luca Bartolini e Alberto Vecchi), alle capogruppo Udc e Pdci, Silvia Noé e Donatella Bortolazzi. Agli ex An sono contestati rimborsi ritenuti illeciti per circa 230mila euro, per 100mila a Noé, per 75mila a Bortolazzi. Si tratta delle prime posizioni portate a definizione, mentre il lavoro sugli altri gruppi non è ancora concluso, ma non è escluso che a breve possano arrivare contestazioni anche a diversi altri ex consiglieri. La prima parte dell’inchiesta, coordinata dai Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, con la supervisione del procuratore aggiunto Valter Giovannini aveva visto indagato anche l’attuale presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, poi archiviato dal Gip: la sua è stata una delle tre posizioni stralciate in corso o al termine dell’inchiesta. Intanto per alcuni gruppi l’udienza preliminare è già cominciata e conclusa, come ad esempio la Lega Nord (un patteggiamento, tre rinvii a giudizio e un proscioglimento) per altri ancora da fissare. Tra le posizioni al vaglio dei Gup c’è l’ex capogruppo Pd Marco Monari che diede le dimissioni dal ruolo, dopo che si seppe che era indagato e che gli venivano contestate anche cene in ristoranti di lusso. Poi c’è il deputato Pd Matteo Richetti, che ha chiesto di essere processato in rito abbreviato. Complessivamente le contestazioni ai consiglieri riguardavano spese per oltre due milioni, per consulenze, trasporti, pasti e hotel. Ma non mancarono, tra i rimborsi spulciati dalla Gdf, i 50 cent per il wc pubblico o addirittura per un sex toy. (ANSA).

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