‘Fine vita’. Una petizione per l’immediata approvazione della legge

21 marzo. – Ha superato le 4.000 firme la petizione promossa da un comitato di medici e professionisti della sanità, al fine di ottenere l’immediata approvazione del disegno di legge che disciplina le “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”. Tra i firmatari, anche il sindaco di Bologna Virginio Merola. L’Appello è rivolto al Presidente del Senato Pietro Grasso e alla Presidente della Camera Deputati Laura Boldrini; tra i promotori, la dottoressa Danila Valenti, responsabile del reparto Oncologia metropolitana e cure palliative dell’AUSL Bologna e consigliera del direttivo dell’European Association for Palliative Care. “Siamo uno dei pochi Paesi in Europa a non avere una normativa che regola le dichiarazioni anticipate di trattamento”, ha spiegato questa mattina la dottoressa Valenti, intervenuta ad Oltre le mura.

Fondamentale è quindi distinguere tra eutanasia e cure alla fine della vita, come si legge nel testo dell’Appello: “Due temi distinti che devono rimanere tali anche nella discussione”. Il disegno di legge, il cui testo viene ripreso in esame oggi alla Camera, non si esprime infatti circa l’eutanasia o suicidio assistito. Esso prevede invece che nessun trattamento sanitario possa essere eseguito senza il consenso libero e informato, nel caso di pazienti affetti da malattie croniche. Dall’altro, disciplina le DAT, disposizioni anticipate di trattamento, che consentirebbero di “dire quello che vorrei farei — ha spiegato Valenti —, nel caso in cui non fossi in grado di esprimere il mio consenso informato o dissenso informato”, ad esempio per i pazienti in stato vegetativo persistente. Ed eventualmente richiedere che la malattia segua il suo corso senza intervenire, nemmeno con l’alimentazione forzata.

“Anche quando la malattia non è più guaribile, l’obiettivo è dare dignità alla malattia”, ha sottolineato la dottoressa Valenti. Il paziente potrebbe quindi accedere alle cure palliative, alle quali oggi hanno accesso “solo il 37% dei malati affetti da patologie cronico-degenerative”, come si legge nell’Appello, “nonostante l’istituzione della rete delle cure palliative”. Si tratterebbe quindi di un vero e proprio cambio di paradigma, che secondo i promotori della petizione consentirebbe di riempire il vuoto legislativo attuale e non abbandonare più pazienti e famiglie.

Intervista completa alla dottoressa Danila Valenti.

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