Finanziamenti comunali alle scuole private: “vogliamo il referendum”


4 mar. – Un referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia private. Lo propone il Comitato articolo 33 (è l’articolo della Costituzione dove tra l’altro si afferma che “…enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato”) che ha Giancarla Codrignani come presidente e altre personalità della società civile nel consiglio direttivo: da Maurizio Cecconi della Rete Laica alla segretaria della Flc Cgil Sandra Soster al costituzionalista Andrea Morrone che ha redatto il quesito, depositato il 2 marzo in Comune.

Se i due quesiti referendari passeranno, entro un mese, il vaglio del Comitato dei Garanti del Comune i bolognesi saranno chiamati a dire se ritengono “più idonea” come soluzione per migliorare la scuola dell’infanzia la decisione di destinare fondi comunali alle scuole paritarie private. Attualmente il Comune destina a questa spesa 1.055.000 euro all’anno.

“Sarà uno strumento per creare discussione tra i cittadini – ha detto Giancarla Codrignani – non è in discussione che gli enti privati abbiano il diritto di intervenire nell’educazione ma, appunto, senza oneri per lo stato”. Maurizio Cecconi ha ricordato che “non c’è nessuna legge che imponga ai Comuni di stanziare fondi per le scuole private”. A Bologna nel biennio 1974/75 la scuola dell’infanzia comunale copriva l’80% delle sezioni esistenti in città. Il disimpegno, a giudizio del Comitato articolo 33, è stato progressivo dal 1995, anno della prima convenzione tra Comune e scuole private paritarie.

Per il presidente della Fism, la Federazione scuole materne, Rossano Rossi “le iniziative sono tutte legittime ma questo referendum è frutto di una visione miope da antico testamento della politica”. Se le scuole paritarie “chiudessero il comune dovrebbe farsi carico di 1600 bambini” ha aggiunto Rossi.

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