Fiera. Merola congela la riforma che vuole togliere potere ai soci pubblici

Bologna, 18 lug. – Rinviare la discussione sulla riforma dello statuto di BolognaFiere, che non darebbe più ai soci pubblici il potere di indicare il presidente. Lo chiede il sindaco Virginio Merola, al quale comunque la modifica non piace. Il primo cittadino vorrebbe congelare la questione in vista del doppio appuntamento previsto per questa settimana, mercoledì 20 si riunisce il consiglio di amministrazione e giovedì 21 ci sarà un’assemblea straordinaria dei soci. Oggi in consiglio comunale il suo partito ha detto no a Coalizione civica, che chiedeva di trattare con urgenza un ordine del giorno per proporre una sospensione delle scelte sullo statuto. A favore della richiesta dell’opposizione di sinistra ha votato Amelia Frascaroli, realizzando così la prima spaccatura nella maggioranza che sostiene il sindaco. Proprio Merola, poco dopo, a margine del consiglio, ha dato ragione al gruppo guidato da Federico Martelloni, promettendo: “Farò presente al presidente” (Franco Boni) “e ai consiglieri di amministrazione che mi rappresentano che è opportuno un approfondimento, perché il tema è molto delicato”. Nel merito della modifica dello statuto il sindaco ha aggiunto: “I rischi sono che ci sia la nomina di un presidente indipendentemente dalla maggioranza”.

Per Martelloni di Coalizione civica, il rischio è di una “deresponsabilizzazione” delle istituzioni pubbliche.

In allerta anche Massimo Bugani del M5s, che ha dichiarato: “D’accordissimo, è necessario che resti ai soci pubblici questa possibilità decisionale” sulla presidenza. Per discutere tanto di questo tema quanto degli altri problemi legati alla Fiera, da parte del M5s arriva la richiesta di un’udienza conoscitiva “urgente”.

BolognaFiere è stata investita la settimana scorsa dall’inchiesta della Procura di Torino per turbativa d’asta sull’organizzazione del Salone del libro, che ha portato agli arresti domiciliari il direttore generale di via Michelino Antonio Bruzzone. Nel suo interrogatorio oggi davanti ai magistrati di Torino, Bruzzone “ha chiarito tutto, carte alla mano”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Dire il suo legale Luigi Stortoni, che ora annuncia “in tempi brevissimi un’istanza di rimessione in libertà” per il suo assistito. Bruzzone “ha spiegato che non c’è stata nessuna combine” con Gl Events per non candidare il quartiere espositivo bolognese alla gestione del Salone del libro di Torino, garantisce Stortoni. E lo ha provato, aggiunge l’avvocato, “mostrando delle analisi economiche fatte dalla Fiera, da cui emergeva che la gestione del Salone non sarebbe stata economicamente vantaggiosa”.

Oggi è ripresa la mobilitazione dei lavoratori della fiera contro 123 esuberi prima dichiarati poi sospesi dai vertici. Il 22 ci sarà il primo tavolo sindacale. Dopo un’assemblea, nel primo pomeriggio hanno fatto un presidio davanti a Unindustria, uno dei soci privati della fiera, poi una delegazione è stata ricevuta dal presidente Alberto Vacchi. Un incontro positivo, secondo Gianluca Taddia della Filcams Cgil

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