La quiete dopo il rock: l’ambient di Federico Albanese

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28 sett. – “Ho capito che nella vita avevo bisogno di un pochino di quiete rispetto alla tempesta di rock’n’roll durata tanti anni”. È così che Federico Albanese, ha raccontato ai nostri microfoni l’inizio della sua carriera nel campo della musica classica contemporanea.

Una formazione in pianoforte e, come racconta, una pausa negli anni giovanili per dedicarsi a generi come il rock e il punk. Poi il ritorno al piano, alla composizione, e ad un approccio ambientThe Houseboat and The Moon, il suo disco d’esordio sulla lunga distanza, è uscito nel 2014 ed è stato raggiunto a gennaio di quest’anno da The Blue Hour: un lavoro equilibrato e compiuto, uscito per l’etichetta Neuer Meister, che oltre a raccontare la “blue hour”, l’ora di luce blu che segue al tramonto, vuole raccontare i processi di transizione emotivi e i movimenti fisici e figurati.

Un percorso peculiare quello di Federico, che da diversi anni si è stabilito a Berlino, città che – racconta – gli ha permesso di fare della sua musica la sua carriera, e soprattutto ha accolto e compreso le sue inclinazioni verso la musica moderna e di composizione. “Sono riuscito a fare quello che desideravo senza limiti – continua Federico – Berlino è una città che ti aiuta se hai voglia di lavorare e hai le tue idee, ma è comunque molto competitiva e non facile come potrebbe sembrare”.

Il musicista sarà il protagonista della prima data di Murato, la rassegna organizzata da Unhip Records e Radio Città del Capo nei locali del Locomotiv Club di via Serlio, giovedì 29 settembre. In attesa di vederlo live, però, potete ascoltare la chiacchierata che Federico ha fatto con Francesco Locane.

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