Farmacista suicida. Il Csm condanna alla censura il pm Valter Giovannini

Roma, 16 mar. – La Sezione disciplinare del Csm ha condannato alla censura il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini, in relazione alla vicenda di Vera Guidetti , la farmacista che uccise sua madre e poi si suicidò, qualche giorno dopo essere stata ascoltata dal pm come testimone in un’indagine su un furto di gioielli. In un biglietto trovato accanto al corpo la donna scrisse che Giovannini l’aveva trattata come un criminale e non aveva creduto nella sua buona fede. In particolare Giovannini è stato condannato per aver continuato ad ascoltare la donna come testimone, nonostante fossero emersi intanto indizi a suo carico, che avrebbero richiesto la presenza di un difensore. Il pm è stato invece assolto dall’accusa di essersi comportato in maniera scorretta per essersi recato nella casa della donna, una volta informato che era stata trovata morta, intromettendosi così nell’attività del pm di turno, Morena Plazzi. Con la sua decisione la Sezione disciplinare ha accolto le richieste del rappresentante dell’accusa, il sostituto Pg della Cassazione Mario Fresa.

“Le decisioni giurisdizionali si rispettano e non si commentano. Nel foro interno della mia coscienza rimango convinto di avere agito correttamente. Sarà necessario che sulla vicenda si pronunci però la Corte di Cassazione“. Lo dice il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini, commentando la pronuncia della sezione disciplinare del Csm che gli ha inflitto la sanzione della censura per il caso della farmacista Vera Guidetti. “Rimane immutato il mio dolore di uomo per il tragico gesto compiuto dalla signora Guidetti”, aggiunge Giovannini. Il magistrato è stato condannato per non aver sospeso l’audizione della donna, mentre è stato assolto dall’incolpazione di essersi intromesso nell’attività del Pm di turno per essere andato nella casa di Guidetti, informato del ritrovamento del cadavere della donna. (ANSA).

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