Evasione fiscale. Il Comune di Bologna recupera 40 milioni

silvia giannini patto legalità fiscale

Bologna, 5 ott. – Negli ultimi tre anni il Comune di Bologna ha recuperato 40 milioni di euro dall’evasione fiscale. A queste risorse, che erano state sottratte direttamente alle casse di Palazzo D’Accursio sotto forma di evasione dei tributi locali, ora si aggiungono quelle recuperate nell’ambito del patto per la legalità fiscale e sociale, rinnovato oggi con Guardia di finanza e Agenzia per le entrate. Per Bologna la fetta è di 1,4 milioni, recuperati dall’evasione di tributi dovuti allo stato. L’amministrazione incassa così gli effetti del patto, a cui ha contribuito dal 2012 con 569 segnalazioni, in parte ancora in corso di accertamento da parte dell’Agenzia.

Affitti in nero, cessione delle licenze commerciali e consumi incompatibili col reddito dichiarato. Sono i filoni risultati più fruttuosi nella ricerca di imposte non versate a Bologna, che, con le sue 1.700 segnalazioni al fisco dal 2009 a oggi risulta fra i Comuni più attenti.

Sulla base delle “segnalazioni qualificate” fatte da Palazzo D’Accursio, sono stati svolti 200 controlli contro gli affitti in nero fra il 2013 e il 2015, ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di finanza, generale Antonio Sebaste. E’ emersa un’evasione fiscale di tre milioni di euro. Dal 2009 solo su questo filone il Comune ha recuperato 1 milione di euro, spiega Antonino Di Geronimo, direttore regionale dell’agenzia delle entrate

Contro gli affitti in nero, il patto punta anche sulla prevenzione, per esempio con lo sportello per la registrazione, che dal 2010 ha avuto oltre 2.700 contatti e 402 contratti registrati. “In crescita, ma ancora pochi”, ha detto la vicesindaco.

Fra i casi più eclatanti scoperti dai controlli innescati dalle segnalazioni del Comune, quello di un tassista che aveva mancato di versare imposte per 70 mila euro; quello di una attività alberghiera mascherata da bed and breakfast; quella di terreni affittati in nero per impianti di telefonia. E poi c’è l’operazione “Tricky club”, ex Kindergarten, che ha permesso di scoprire un imponibile non dichiarato di 1 milione di euro e l’impiego in nero di 17 persone.

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