Emis Killa a Bologna. Zaccaria: “Deve dire no al femminicidio, contro di lui mi aspetto proteste”

emis-killa-foto-facebook-2Bologna,21 ott- Con Killa o contro Killa. Così si può riassumere la querelle nata da una canzone del nuovo album del rapper che ha diviso gli italiani. Stamattina ai nostri microfoni ospite l’assessora del comune di Bologna alle pari opportunità e differenze di genere Susanna Zaccaria.

L’assessora per il 27 ottobre – giorno in cui Emis Killa sarà alla Feltrinelli di Porta Ravegnana per presentare il suo nuovo album #terzastagione – si aspetta dalle donne bolognesi qualche protesta e si augura inoltre che ci sia un confronto tra Killa e chi non la pensa come lui. “Penso che ci deve essere spazio per tutte le voci – ha detto Zaccaria – mi aspetto che ci sia una possibilità di dialogo. È vero che non è obbligatorio prendere una posizione, ma parliamo di un fenomeno di una gravità tale per cui se Killa prende una posizione contro il femminicidio, senz’altro con la sua visibilità può dare un contributo”.

A dividere gli ascoltatori italiani è la canzone ‘3 messaggi in segreteria. Secondo alcuni, tra cui le femministe di Mujeres Libres, un’ incitazione alla violenza femminile. Secondo altri, specialmente tra chi ascolta il genere rap, soltanto un pezzo di denuncia in cui si racconta un problema presente nella nostra società attuale, quello della violenza contro le donne. Insomma, niente di più che un racconto della realtà ‘nuda e cruda’.

Il rapper ieri dalla sua pagina facebook si è difeso dicendo: “In questa canzone racconto di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla. Lo racconto dal punto di vista, malato, di chi ammazza. È il mio modo per sensibilizzare e denunciare il femminicidio“.

E in un commento al suo post ha aggiunto: “Mi sembra la storia di Malammore in Gomorra, dove la gente cominciò a insultare l’attore sulla sua pagina facebook perché nella serie interpretava una parte cruda in cui sparava a una bambina. Distinguiamo la persona dall’arte, e accendiamo il cervello. Anche grazie a questa polemica tanti giovani si stanno confrontando con una realtà che magari ignoravano fino a ieri. Degli strattoni a volte ci vogliono, con le parole leggere, spesso non si ottiene nulla”.

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