Emilia Romagna leader nella lotta all’evasione: 29,6 milioni di euro incassati dai Comuni

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Silvia Giannini, vice sindaco Bologna e Antonino Di Geronimo, direttore Agenzia delle Entrate E-R

Bologna, 29 giu. – L’Emilia Romagna è la regione più virtuosa nella lotta all’evasione fiscale. La posizione di capofila è stata guadagnata anche grazie alla collaborazione tra Agenzia delle Entrate, Anci Emilia Romagna e Comuni che ha preso il via nel 2009. Da allora sono stati effettuati 5200 accertamenti (su 27.000 segnalazioni comunali), dei quali 4700 definiti. Da questi l’evasione accertata è di 88 milioni di euro. Alla fine dei sei anni d’accordo, il comune di Reggio Emilia si attesta leader per l’evasione accertata che si aggira intorno agli 8,7 milioni di euro. Seguono San Giovanni in Persiceto con 7 milioni evasi e Bologna con 5,4 milioni. A livello provinciale, invece, il primato è riservato al modenese (21 milioni di euro).

Il primato riguarda anche le somme incassate dai Comuni emiliano romagnoli nel 2014, 6,9 milioni di euro. La cifra rappresenta il 40% di quelle incassate dai comuni a livello nazionale (17 milioni di euro). Solo nel 2014 l’Agenzia delle Entrate ha accertato somme evase per 17 milioni di euro nei comuni emiliano romagnoli. Il Comune che ha incassato di più nel 2014 è Modena con 907.000 euro, seguono Formigine (526.000) e Rimini (482.000). Le somme così recuperate dai comuni sono state utilizzate per ridurre la pressione fiscale, per iniziative culturali, per aumentare le soglie di esenzione Irpef, per i servizi sociali e per le strutture comunali.

I casi. Nel reggiano un pensionato con la passione per i cani aveva dimenticato di presentare la dichiarazione dei redditi. Nulla di strano, se non fosse che la sua passione si era realizzata in un enorme allevamento di cani di razza. L’uomo è stato scoperto per la registrazione di migliaia di microchip all’anagrafe canina e ha dovuto versare 20.000 euro di maggiore imposta. Altro caso esemplare è quello dell’orafo “per Vip”. L’uomo è stato segnalato dal suo comune di residenza dopo alcune interviste rilasciate ai giornali, in occasione della visita di alcuni vip, accorsi per acquistare i suoi gioielli personalizzati. L’orafo possedeva 31 immobili tra appartamenti, uffici e garage, un ampio parco auto con una Jaguar da 90.000 euro e aveva trasferito 130.000 euro all’estero. La sua dichiarazione? 15.000 euro annui. Per lui la maggiore imposta accertata è stata di 56.000 euro.

“La lotta all’evasione fiscale – ha dichiarato Antonino Di Geronimo, direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate E-R, durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell’accordo – è prima di tutto una questione di equità sociale. Con le somme riscosse, i Comuni hanno potuto redistribuire il denaro ai cittadini, in varie forme, con servizi migliori e riducendo la pressione fiscale”. La richiesta dei Comuni, rappresentati dal vice sindaco di Bologna, Silvia Giannini, è quella di creare una norma strutturale che preveda una volta per tutte l’accordo con l’Agenzia delle Entrate, per migliorare sempre di più i risultati: “Vogliamo che gli accertamenti siano sempre di più, anche a Bologna, per raggiungere le città che abbiamo davanti. Una lotta importante per noi, ormai da anni, è quella contro gli affitti non registrati che in una città universitaria come la nostra rappresentano un fenomeno estremamente diffuso”. Per questo motivo, è prossimo per essere firmato un nuovo patto per la legalità con Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.

di Martina Nasso

 

 

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