E i corvi svolazzano…

C’è una strana moria di uccelli in varie zone del pianeta. Gli esperti ancora non se ne fanno una ragione. Diversa la situazione bolognese dove la popolazione di corvi, mediatici o anonimi, gode ottima salute. La popolazione di metaforici volatili “velenosi” annovera diverse tipologie, generi e specie.

Ci sono per esempio volatili mediatici, uccelli operosi, che da diverse settimane stanno anticipando il flop delle primarie del centrosinistra e si esercitano quotidianamente a dissertare sulla “miseria” politica rappresentata dagli attuali candidati in lizza.
Ebbene, gli uccelli che svolazzano sulle consultazioni bolognesi hanno gioco facile, visto che lo stesso partito nato (male) due anni fa  con “l’imprinting” delle primarie non passa giorno che ne decanti il de profundis. Da Bersani in giù è tutto un “ma lasciamo ben perdere”.

Dunque a Bologna si lascia il campo quasi sgombro all’operazione “terzista” annunciata l’altro giorno sul Corriere, con la benedizione della Curia, che vorrebbe portare a palazzo D’Accursio l’ennesimo “baronetto”, a rappresentanza di quel baronato di ottimati di guazzalochiana memoria che intendono gestire, senza troppi impacci, l’assetto economico-politico della città nel prossimo decennio. Per farlo devono inventarsi l’ennesimo personaggio, questa volta hanno impalmato Mister Hera: Stefano Aldrovandi. Tanto per non parlar di poteri forti…

Un partito minimamente serio, impegnato in proprie consultazioni, avrebbe immediatamente subdorato la trappola e avrebbe opposto una solida controffensiva: nulla di tutto questo invece è accaduto e il pd locale, come al solito, balbetta e prende tempo, mentre alcuni suoi dirigenti, addirittura, sembrano preparare il trasloco in casa Aldrovandi (il riferimento a Campagnoli non è affatto casuale..). Auguri.

Tra i tessitori dell’operazione Aldrovandi/Terzo polo, che nei piani dovrebbe portare il “civico” al ballottaggio per poi trainarsi dietro quel che resta del centrodestra locale, non può mancare chi indica il buon Gianni Consorte. L’ex ad di Unipol, dopo il salvataggio del Bologna, è ormai una sorta di padreterno in chiave petroniana e la sua presenza sembra aleggiare su ogni operazione. Sarà davvero così? Lo sapremo presto. Intanto anche Consorte non è immune da qualche schizzo di guano cadutogli dabbasso durante lo svolazzamento.
Prima di Natale aveva organizzato una bella festa per Zanetti, Morandi e compagnia cantante: doveva essere la ciliegina sulla torta del salvataggio del prestigioso club rossoblù, ma l’ingegnere non aveva fatto i conti con  l’irriducibile tafazzismo bolognese. Bologna infatti è una città livorosa e incapace di godere, che ormai si nega anche il piacere di brindare allo scampato pericolo pur di rituffarsi subito nei propri velenosi effluvi.
Ecco dunque che la festa è finita a schifio prima di cominciare e il neo presidente, da salvatore della patria, è già passato sul banco degli imputati. La sua colpa è quella di aver riportato in società quel Luca Baraldi poco gradito ad alcuni giocatori. Neanche il tempo di alzare il calice, quindi, è già volavano i bicchieri, con gran parte della stampa sportiva bolognese che sembra aver fatto della battaglia contro Baraldi la propria Stalingrado.

Ma arriviamo, dulcis in fundo, al volteggiamento principale dei neri volatili. Gli attenti osservatori avranno notato un editorialino a firma Rita Bartolomei la scorsa settimana sul Carlino. La giornalista si doleva pubblicamente di aver ricevuto un plico anonimo pieno di veleni su alcuni personaggi politici d’area Pd. Niente nomi per carità, intanto però il Carlino ci teneva a farlo sapere a tutti, poi chi vuole intendere… tanto per ribadire il concetto il giorno dopo ne chiedeva conto, così en passant, a Maurizio Cevenini. Che sia uno di quelli di cui si sparla? Ah saperlo…

Oggi Repubblica ci informa che il dossier non è mica arrivato solo sul tavolo della Bartolomei, ce l’hanno anche loro e pure diversi esponenti del centrosinistra. Cambia il giornale ma lo stile è identico: si afferma che gira un dossier anonimo ma non se ne svela il contenuto, tuttavia alcuni nomi filtrano, tantè che (l’ex) mister preferenze Cevenini è già costretto a difendersi dicendo che si tratta di “bugie pazzesche” e Virginio Merola bolla l’operazione come “opera di idioti”, anche se non è dato sapere quali siano i fattacci che vengono contestati.

Ci vorrebbe un codice etico: o si approfondisce il contenuto e si trovano riscontri, quindi si circostanzia se le accuse anonime (sempre odiose) sono comunque fondate e pubblicabili, oppure non si pubblica nemmeno una riga e non se ne dà notizia. Questo “dire e non dire”, supportato dall’ipocrita lamento sui “veleni che si spargono sulle elezioni” (ma chi li sparge?),  è solo l’antipasto del gioco al massacro prossimo venturo, perché non dire niente lasciando aleggiare il sospetto, e intanto far circolare la voce, è molto peggio che non pubblicare un’accusa esplicita.

Il sospetto uccide e i corvi, intanto, svolazzano..

Paolo Soglia

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