E-cat – Unibo, la reazione di Stremmenos e la replica di Braga

La decisione dell’Università di recedere dal contratto (a pagamento) per lo studio dell’E-cat ha suscitato diverse reazioni, sia negli organi di stampa che tra coloro che seguono da tempo l’evoluzione delle ricerche sulla “fusione fredda” (o Lenr).

Da quando Andrea Rossi e Sergio Focardi  hanno annunciato e presentato la loro invenzione la notizia ha fatto il giro del mondo, creando due opposte fazioni: coloro che danno fiducia a Rossi e alle sue affermazioni sulla veridicità delle reazioni e sull’effetiva produzione di energia dell’e-cat, e coloro che considerano tutto questo una “bufala” e  l’inventore una venditore di fumo.
La comunità scientifica era in gran parte su questa posizione, nel corso dell’ultimo anno, a fronte di nuove notizie relative alle ricerche sulle Lenr in tanti hanno assunto una posizione più cauta, seppur dubitativa.
La decisione dell’Università di considerare rescisso il contratto tra il Dipartimento di fisica e l’Efa ha prodotto discussioni anche all’interno dell’Università.

In realtà nel comunicato stampa diffuso dall’Università si parla di recesso del contratto “a pagamento”, ma si apre alla ricerca “pura”, affermando che: il Dipartimento di Fisica si è reso disponibile con la sua esperienza e le sue strumentazioni per svolgere autonome misurazioni sulla produzione di calore da parte dell’apparecchiatura denominata e-cat al fine di fornire una risposta all’intera comunità scientifica e all’opinione pubblica in merito al fenomeno. I risultati delle misure saranno pubblicati.”

Quelli che seguono sono gli interventi del Prof  Stremmenos, da sempre a fianco della ricerca di Rossi e Focardi, che ha scritto una lettera aperta al Prorettore e la successiva replica del Prorettore Dario Braga:

Egr. Prof. Braga
Il movente di scrivere questa lettera aperta indirizzata a Lei, è per esprimere il mio rammarico per la sorte che ha avuto il filone di ricerca sull’ “Energy catalyzer”  di Rossi e Focardi.

Essendo stato figlio adottivo dal 1952 di questa antica e scientificamente valorosa Università che mi ha permesso di crescere culturalmente, politicamente e a maturare a livello scientifico, non riesco a comprendere le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del rapporto scientifico con questa tematica di estremo interesse scientifico e sociale.I miei vecchi Maestri come il Prof. Bonino ed altri, credo che si sarebbero rivoltati nella tomba leggendo il Suo comunicato stampa in merito.  Mi permetto di inviarle in allegato un documento che giustifica la mia appassionata reazione a riguardo, ma anche per adempiere un dovere nei confronti di Sergio Focardi e di altri colleghi dell’UniBo che abbiamo lavorato in parallelo su questo tema negli anni ‘90 .
Cordiali saluti
Cav. Gr. Cr. Prof. Ch. E.  Stremmenos
già Ambasciatore di Grecia in Italia

Caro Stremmenos
viviamo tempi difficili – e tu lo sai.
Difficile è districarsi tra la lealtà nei confronti di un amico e professore – Sergio Focardi, al quale sono legato da profonda stima e affetto – il mantenimeno di corretti rapporti tra istituzione pubblica e una azienda privata che ha legittimi interessi commerciali avendo un prodotto da vendere (anche se si tratta di un prodotto un tantino particolare), e l’interesse della scienza e della pubblica opinione  di conoscere l’esatta natura di un fenomeno che ha notevolissimi risvolti e potenzialità.
Come Prorettore alla ricerca ho il dovere di vigilare su questi aspetti. Quindi sia chiaro – non è un “rapporto scientifico” che viene sciolto ma un “rapporto di ricerca su committenza” regolato da un contratto che è stato trattato esattamente come vengono trattati tutti i contratti di “conto terzi” che – per fortuna – i nostri dipartimenti allacciano con aziende pubbliche e private. Il contratto prevedeva delle clausole che non è stato possibile rispettare e quindi non è mai stato de facto attivato. Dopo la propoga è stato rescisso, nulla di anomalo (anomalo semmai sarebbe stato il contrario, se mi consenti).
Dopo non brevi discussioni, l’Ateneo ha incoraggiato il Dipartimento di Fisica a mettere a disposizione “coram populo” le sue competenze – in cambio però – e non potrebbe essere che così – della piena disponibilità dei risultati quali che essi siano. Questo è quello che ci si può attendere da una istituzione pubblica.
Spero di averti chiarito qualche dubbio
Dario

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