Dynamo. A Bologna la prima velostazione d’Italia

Bologna, 12 giu.- Da settembre aprirà Dynamo, la prima velostazione d’Italia. Un progetto talmente d’avanguardia anche in Europa che, scherza Matteo Lepore, assessore comunale Economia, “fuori mi sarebbe piaciuto mettere un insegna luminosa che, citando Freak, dicesse Largo all’avanguardia“.

Nei 600 mq dell’ex parcheggio di automobili sotto il Pincio, storica sede in cui i bolognesi durante la Guerra Mondiale si rifugiavano dalle bombe, sorgerà questa importante infrastruttura che inizialmente offrirà un servizio di parcheggio custodito per biciclette.

Finanziata da Regione e Comune, la riqualificazione del posto, cioè la ristrutturazione dei muri e del locale, costerà 1 milione. Il resto dei costi di investimento per i servizi sarà pagato dall’associazione salvaciclisti e altre realtà sia imprenditoriali che associative.

Nei 4 anni successivi, promette Simona Larghetti, vicepresidente dell’associazione Salvaciclisti di Bologna, si passerà da 200 a 1200 posti bici per il parcheggio custodito. Verranno poi inseriti servizi di riparazione biciclette per gli utenti, di bike tour per il turismo, di noleggio, di bike sharing e eventi di informazione per il ciclismo urbano. Sarà, insomma, continua la vicepresidente, “la velostazione più completa d’Italia per numero di servizi e contaminazione con altre realtà”. Il progetto Dynamo, infatti, prevede anche attività culturali di intrattenimento e artistiche, da spazi espositivi, all’arte urbana fino alla danza contemporanea che saranno legati “alla bicicletta che è una nuova cultura”.

La velostazione, spiega Raffaele Donini, assessore regionale Trasporti “sarà sicuramente la più importante struttura intermodale d’Italia perché si trova tra la stazione dell’alta velocità e quella su gomma (l’autostazione)”, collocandosi, quindi, come “una forte risposta all’integrazione della mobilità” aggiunge il sindaco Virginio Merola.

Questo progetto, continua Donini “ci darà forza per compiere il nuovo progetto di legge sulla ciclopedonabilità che ha l’obiettivo ambiziosissimo di doppiare l’attuale media regionale di ciclopedonabilità passando dal 10 al 20%”. “L’Italia, invece, è solo al 5 come trasporto su bici” evidenzia.

Per la vicepresidente però per rendere la città sostenibile e vivibile per i ciclisti, non basta risolvere, “cosa che si sta già facendo”, il problema delle infrastrutture a misura di ciclista e impegnarsi nel loro mantenimento. Secondo lei, il vero problema è dei “comportamenti“: “troppe auto non ripettano i limiti di velocità e la maggior parte di incidenti avviene perché le auto non danno la precedenza sulle strsce a bici e pedoni” che “si risolverà solo cambiando le abitudini”.

“Speriamo anche”, continua Larghetti, “che la velostazione serva per cambiare le abitudini dei ladri che hanno vita troppo facile a Bologna”. Proprio in questo senso, “guardando avanti si spera che questo servizio si possa diffondere in città in altri punti di interesse con un mini abbonamento creando una rete di velostazioni“.

di Clara Vecchiato

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