Dumbo Gets Mad: un album suonato, tra black e library

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14 dic. – C’è una peculiarità importante in Thank You Neil, il terzo lavoro dei Dumbo Gets Mad. L’ha rivelata subito Luca, che insieme a Carlotta forma la base del duo, ai microfoni di Class che aveva “premiato” l’album facendolo disco della settimana: “Questo è il primo album che registriamo con i musicisti che vengono con noi in tour: l’abbiamo registrato praticamente in presa diretta con basso, batteria e Fender Rhodes”. Un approccio molto diverso dal precedente, che ha portato a un risultato più caldo ed essenziale, con meno effetti e complessità, “in favore di un songwriting più curato e dettagliato“.

L’intervista è stata anche l’occasione per sfatare il mito californiano della band, di origine emiliane, ma che ha contatti con gli Stati Uniti. “Tra il 2010 e il 2011 ho vissuto e lavorato per alcuni mesi là: avevo finito gli studi e ho deciso di investire tutto in questo viaggio a Los Angeles, per me il fulcro della musica contemporanea. Lì ho finito il primo disco, per questioni di visto sono tornato indietro, per poi tornare in California per qualche data dal vivo di promozione del secondo album. Ma sono fisso a Milano!”, ha spiegato Luca.

Nella chiacchierata con MorraMC sono spuntati nomi importanti, come Brainfeeder e Flying Lotus, nonché quello di Thundercat. “Il disco ha molto a che fare con la black/soul music più sperimentale degli anni ’70, insieme alla musica library italiana: la ascolto tuttora e inconsciamente l’ho messa nel disco, da un punto di vista melodico e timbrico.” E non è tutto: nel’intervista qua sotto potrete ascoltare il lavoro che è stato fatto sulle voci, nonché l’ispirazione spaziale di uno dei dischi italiani più interessanti dell’anno.

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