Due processi, nessun colpevole. Houssem ancora senza giustizia

Bologna 18 set.- Il gup Roberto Giovanni Mazza ha assolto un carabiniere di 35 anni per legittima difesa per la morte di Houssem El Haji, trentenne di origine tunisina, che morì dopo un anno di coma dovuto alla caduta a terra durante una rissa fuori da un pub di via delle Moline. Il processo si è svolto col rito abbreviato e il gup ha rimandato gli atti alla procura per verificare le dichiarazioni di alcuni testimoni sentiti durante le indagini preliminari. Il pm Beatrice Ronchi aveva chiesto una condanna a cinque anni e quattro mesi. Quella sera, in via delle Moline, il carabiniere che era assegnato alla stazione Bologna centro, non era in servizio.

E’ il secondo processo che viene celebrato per accertare le responsabilità ma a quattro anni dai fatti non c’è ancora un colpevole. Per assistere Houssem arrivò in Italia dalla Francia il fratello che finì a mangiare alla mensa dei poveri pur di rimanere nella città dove era ricoverato Houssem. Nel primo processo venne assolto un buttafuori romeno.

Molto duro il commento dell’avvocato Gian Andrea Ronchi che rappresenta il fratello di Houssem: “Attendo le motivazioni, ma ritengo che una situazione di questo genere non possa che portare ad altro che all’appello. Lo faremo come parte civile e solleciteremo la procura in tal senso”. Ronchi parla di depistaggi in questa vicenda. “Da un lato abbiamo saputo finalmente chi ha ucciso Houssem”. Dall’altro, la trasmissione degli atti alla procura per approfondire la posizione di alcuni testimoni è il segno, per il legale, “di un evidente depistaggio delle indagini. Si tratta di persone che appartengono a mondi indifferenti l’uno dall’altro, che non hanno relazioni tra loro. Se persone che fra loro non si conoscono raccontano falsamente quanto è accaduto, non c’è un testimone falso, ma un’attività di depistaggio alle spalle”. Ronchi dunque confida “che si faccia piena luce sulle indagini, rileggendo dall’inizio l’intero decorso del procedimento penale: si approfondisca tutto ciò che è avvenuto parallelamente all’episodio della morte”.

I testimoni di questa vicenda sono una donna che faceva la cameriera al pub Bounty, il locale fuori dal quale si è scatenata la rissa, l’ex consigliere comunale di destra Massimiliano Mazzanti e altri avventori del pub.

“Attendiamo di leggere le motivazioni. Anche se nell’indagine bis la linea della Procura era assai chiara” è il commento del procuratore aggiunto Valter Giovannini, delegato per i rapporti con la stampa.

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