Due Agosto. Merola: “Un centro di documentazione su terrorismo e stragi”

2 agosto 2016Bologna, 2 ago. – Creare a Bologna un centro di documentazione sul terrorismo e lo stragismo, per “diffondere la conoscenza dal basso” e “ramificare nei luoghi di culto e nei rioni patti di collaborazione contro il terrorismo”. È la proposta che il sindaco Virginio Merola lancia a istituzioni e associazioni dal palco di piazza Medaglie d’oro, davanti alla stazione di Bologna, questa mattina durante la commemorazione della strage del 2 agosto 1980. Il ricordo delle vittime del terrorismo fascista di 36 anni fa si allarga infatti a chi ha perso la vita per mano dell’Isis.

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Dal palco Merola ricorda i morti di Parigi, Bruxelles, Nizza, Rouen e Orlando, ma anche le vittime in Siria e Iraq e i “troppi morti sui barconi nel Mediterraneo”. Con la voce spesso rotta dalla commozione, il sindaco ha citato il discorso dell’ex primo cittadino Renato Zangheri pronunciato nel 1980. Ha ricordato che Bologna, dopo la bomba in stazione, diede prova di “fermezza e dignità”, di “solidarietà e coraggio”, che “è entrata nella storia. Questa è Bologna- rivendica il sindaco- e oggi lo dobbiamo riaffermare con rinnovata determinazione, rispetto a questo nuovo terrorismo fanatico e nazista. Lo sconfiggeremo, come abbiamo sconfitto il terrorismo fascista, le Brigate Rosse e il nazifascismo. Ma sarà una battaglia lunga”. Merola loda la comunità islamica che oggi ha partecipato alla manifestazione con uno striscione “contro tutti i terrorismi”. Il sindaco esorta tutti i cittadini musulmani a “prendere una posizione forte” contro il terrorismo, ricordando anche le “tante vittime di fede islamica” che ha mietuto l’Isis.

comunità islamica bologna 2 agosto 2016

Dopo la strage in stazione, “Bologna seppe subito reagire- ricorda ancora Merola- non facendosi travolgere dall’odio e dalla vendetta”. Il sindaco invita a “trarre insegnamento da quel periodo, non solo per ricordare la nostra strage, ma perché oggi l’odio e la violenza terroristica colpisce ovunque con sistematica e blasfema barbarie. I terroristi vogliono farci paura, vogliono farci sentire indifesi, come quel 2 agosto 1980, e con questo provocare la nostra vendetta verso chi ha origini diverse dalle nostre”. Invece, richiama Merola, l’Isis va combattuto “senza accettare il terreno di scontro della contrapposizione tra religioni e tra culture diverse”.

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