Dormitorio Zaccarelli. Riassunti gli operatori licenziati

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In foto Angelo Di Lella e Ilario Zannoni

Bologna, 18 mag. – Se ne erano andati con tanta amarezza e con in tasca un licenziamento annunciato. Invece Angelo Di Lella, Ilario Zannoni e Stefano Roda, i tre operatori del dormitorio Zaccarelli lasciati a casa dopo un cambio di gestione perché giudicati “poco qualificati”, sono stati riassunti. E per giunta senza perdere un giorno di stipendio, e senza ricadere sotto la normativa del Jobs act e dei suoi licenziamenti facilitati. Tutto messo nero su bianco in un accordo siglato da Cgil e coop coinvolte nella gestione del centro di via del Lazzaretto che ora accoglie una cinquantina di profughi arrivati dal nord Africa.

Entrati anni fa come utenti nel sistema di welfare bolognese e poi diventati operatori, i tre avevano visto crollare le loro certezze quando Asp Città di Bologna aveva deciso di cambiare destinazione e gestione nel dormitorio dove avevano lavorato per anni. I colloqui conoscitivi del nuovo datore di lavoro, per molti colleghi una semplice formalità, per loro si erano rivelati una vera ghigliottina. Senza titolo di studio e qualifica professionale, Angelo, Ilario e Stefano erano stati scartati perché ritenuti poco adeguati ai nuovi servizi, e questo nonostante decenni di esperienza nell’accoglienza. Da qui il licenziamento annunciato da regolare raccomandata. Invece le cose sono andate diversamente, i piani di Asp sono cambiati e il dormitorio è passato in gestione alla cooperativa Arca di Noè, che ha deciso di assumerli.

“Si chiude positivamente una vicenda che inizialmente aveva visto l’esclusione di alcuni lavoratori semplicemente a causa di un cambio d’appalto – commenta Francesco Princigalli della Cgil di Bologna – Fortunatamente, visto che c’erano le condizioni per farlo, il consorzio Arcolaio (di cui Arca di Noè fa parte, ndr) ha accettato di riassumerli. Nell’accordo siamo anche riusciti ad escludere gli effetti del Jobs act di Renzi richiamandoci alla precedente legge 92/2012 dell’ex ministro Fornero. Non sarà un caso isolato, vogliamo fare così per ogni futuro cambio d’appalto che gestiremo”.

Il centro Zaccarelli passa all’Asp. Tre operatori perdono il lavoro

 

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