Doppio blitz della Celere: sgomberati Làbas e Crash

Bologna, 8 ago. – Con un doppio blitz iniziato alle prime luci dell’alba il reparto Celere e i Carabinieri hanno sgomberato due centri sociali cittadini, il Làbas e il Laboratorio Crash.

Davanti al centro sociale di via Orfeo, nel quartiere Santo Stefano, ci sono stati tafferugli tra gli attivisti che hanno tentato di resistere allo sgombero e gli agenti della Celere. Nel cortile dell’ex caserma Masini è scoppiato un incendio probabilmente dovuto ad un petardo. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco per spegnere le fiamme.

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Le forze dell’ordine in assetto antisommossa con i blindati hanno circondato l’ex caserma occupata in via Orfeo poco dopo le 7.00 del mattino e chiuso la strada, mentre all’ingresso principale decine di attivisti si sono fatti trovare seduti davanti al cancello, pronti alla resistenza. Quando la polizia si è avvicinata al blocco per spostare i militanti questi hanno opposto resistenza e sono volate anche delle manganellate a cui è stato risposto con fumogeni e petardi. I tafferugli sono durati alcuni minuti e alla fine la polizia è riuscita ad entrare nella struttura. Lo spazio occupato ha ospitato in questi anni diversi progetti e attività sociali, ad esempio il progetto del dormitorio sociale autogestito ‘Accoglienza Degna’, raccogliendo molto apprezzamento tra i residenti del quartiere.

L’intervento dei pompieri a Làbas

Sull’asfalto, accanto ai mezzi della polizia e dei vigili del fuoco, sono rimasti i resti di venti minuti di battaglia, caschetti da operaio, pezzi di legno, petardi, un cocomero sfracellato. È stato lanciato praticamente di tutto, vanamente, per cercare di fermare lo sgombero. Sul posto anche i resti delle barricate tentate dagli ex occupanti prima della resa. Pare ci siano alcuni attivisti contusi ma anche qualche agente avrebbe lasciato via Orfeo un po’ acciaccato. Se ne saprà qualcosa di più alle 12.30, quando Làbas terrà una conferenza stampa a Palazzo D’Accursio: col bilancio dello sgombero si aprirà probabilmente lo scontro politico sugli eventi di oggi.

Uno dei video pubblicati sulla pagina facebook di Làbas.

Nessuna resistenza invece in via della Cooperazione dove dal 2007 aveva trovato casa in un vecchio deposito il centro sociale Laboratorio Crash. Qui gli attivisti sono stati informati e sono accorsi quando lo sgombero era già iniziato. Da tempo era in corso un procedimento di sfratto per Crash, il mese scorso c’era stato il quarto accesso dell’ufficiale giudiziario. A differenza di quanto successo a Làbas, lo sgombero per Crash è stata una sorpresa. “Gravissimo: la procura ordina la questura esegue”, si sono per il momento limitati a scrivere su Facebook gli attivisti.

L’esterno dell’ex Crash dopo lo sgombero

Le reazioni politiche.  “Uno sgombero assurdo e inaccettabile. Manganelli contro chi apre spazi e cura beni comuni. Chiederemo conto in parlamento”. Cosi’ su Twitter il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, a proposito dello sgombero di stamattina di Làbas, a Bologna.

“Hanno scelto l’8 di agosto e una Bologna semi-deserta per aggredire quello straordinario esperimento di socialità e alternativa che era Làbas – scrive invece il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia – Nella stessa mattinata Bologna viene privata inoltre di Crash, sgomberato anch’esso. Siamo davanti a un’operazione di straordinaria stupidità, che in nome di un astratto legalitarismo prova a cancellare anni di lotte, sperimentazione e innovazione sociale. L’hanno fatto con la violenza della Celere, caricando e massacrando persone inermi e pacifiche pronte a difendere Làbas in via Orfeo. L’hanno fatto eseguendo senza colpo ferire gli ordini di Procura e Questura, ma a portare le responsabilità politiche tutte intere sono il PD e chi governa, su base nazionale e locale. Hanno mandato al macero progetti di accoglienza degna, di lotta alla povertà, laboratori per bambini, mercati contadini; non hanno considerato la grande partecipazione popolare che Làbas generava e il consenso di cui godeva nel quartiere Santo Stefano. Oggi la forza bruta ha vinto e avremo una nuova caserma abbandonata al degrado e più tardi consegnata alla speculazione edilizia, ma la lotta per un modo di vivere, di impegnarsi e di divertirsi più civile e solidale non arretra di un solo passo”.

“La verità è che oggi Bologna è infinitamente più povera perché non ha più Labas, col suo Labimbi, la sua Accoglienza degna, i suoi Campi Aperti, le sue pizze e gli aperitivi del mercoledì… Oggi Bologna è infinitamente più povera perché non ha più il laboratorio Crash – scrive il capogruppo di Coalizione Civica Federico Martelloni – Tutto in un una sola mattina d’agosto, sicché si è trattato di un’unica grande operazione di normalizzazione. Un’operazione vigliacca, che politica e amministrazione comunale non potevano ignorare. Oggi il Sindaco Virginio Merola, il suo capo di Gabinetto Montalto, la sua Giunta e la sua maggioranza governano una città più povera perché hanno voluto o permesso che fosse una città più povera. Quanto a me, per quel poco che vale, è iniziata proprio a Labas, in un’assemblea d’inizio ottobre 2016, quest’avventura con Coalizione civica. Senza Labas forse non ci sarebbe mai stata; per certo non sarebbe stata uguale. Oggi Bologna è più povera, la tristezza invade il mattino e bisognerà trovare il modo di mettere a valore la rabbia. Per ora, solo tristezza e rabbia”.

“Con lo sgombero di Làbas si conclude forzatamente un’esperienza di socialità dal basso che non ha paragoni in città – scrive la consigliera comunale del Pd Isabella Angiuli – I ragazzi di Làbas hanno avuto la capacità di fare cultura insieme dimostrando che i soldi non servono quando bastano testa e cuore. Mi auguro che l’Amministrazione comunale di Bologna aiuti realtà come Làbas ad avere spazi per la socialità e la cultura. In un’epoca di egoismi opportunismi individualismi, le realtà che costruiscono socialità e senso di comunità su valori positivi andrebbero valorizzate e non distrutte.
Sono molto dispiaciuta”.

“Grande tristezza per lo sgombero di Làbas – scrive il consigliere Pd ed ex assessore Andrea Colombo – Non sono in discussione l’illegalità delle occupazioni, né la diversità di compiti di Procura, Prefettura e Questura rispetto al Comune. Ma proprio per questo il punto è un altro: è che la differenza dovrebbe farla la #politica. Nel costruire, insieme e per tempo, soluzioni alternative per un’esperienza dal basso di grande valore civile, sociale e culturale, che in questi anni ha arricchito Bologna. Dove finiranno tutti gli spazi e i servizi pubblici e gratuiti messi a disposizione di fatto in sussidiarietà? Era, e resta, interesse anche del Comune salvaguardare un progetto che ha dimostrato di saper integrarsi con la città e il quartiere. Era, e dopo stamattina è ancora più gravemente, responsabilità della politica fare la differenza, dimostrando di essere in grado di offrire risposte politiche a bisogni politici e sociali della comunità. Altrimenti a cosa serve la politica?”.

Mentre la consigliera comunale Amelia Frascaroli, presidente del Gruppo Consiliare ‘Città Comune con Amelia’, scrive sul suo profilo Facebook: “Sgombero di Làbas. Una ferita gravissima per le persone, per la città, per tutti noi. La responsabilità è non avere lavorato più in fretta per proteggere e custodire questa esperienza”.

“Non dovevano sgomberare Làbas. È un gravissimo errore, un nuovo strappo al tessuto sociale e culturale della città di cui Làbas era un punto di riferimento, una vera e propria eccellenza”. Lo scrive su Facebook Stefano Brugnara, presidente di Arci Bologna. “È una ferita che si apre e brucerà per molto tempo. Labas era un bene prezioso che andava tutelato, non represso con la violenza”, dice ancora Brugnara.

A prendere posizione anche il segretario della Fiom di Bologna Michele Bulgarelli: “Come Fiom di Bologna saremo al fianco dei compagni di Làbas nelle iniziative che saranno messe in campo nei prossimi giorni: ne va della qualità della democrazia in questa città”.

“Lo scorso 1 luglio – scrive il consiglio direttivo di Arcigay Il Cassero – con le migliaia di persone nelle strade per il Bologna Pride abbiamo rivendicato la battaglia per una politica degli spazi orgogliosa, in grado di esplorare e valorizzare le esperienze innovative che nascono nelle periferie delle nostre città, del nostro welfare, dei nostri sistemi di potere. Una politica in grado di rifiutare l’odio e la violenza, a partire da quella istituzionale. Perché fu la violenza istituzionale a compiere stermini durante il nazifascismo e perché fu un proiettile delle istituzioni a uccidere a Bologna Francesco Lorusso. Una politica in grado di liberare spazi, fuori dalle logiche speculative e nel solco di un’idea alta di giustizia e di libertà. Perché chi lotta per i diritti, per tutti i diritti e per i diritti di tutti e tutte, sa che le regole possono – anzi: devono – essere cambiate. Questa è la sfida, questo è da sempre l’obiettivo. A poco più di un mese da quella giornata, nel caldo torrido di una città deserta, assistiamo con rabbia a due sgomberi violenti che rappresentano la negazione esplicita delle nostre battaglie. Oggi Bologna è senza orgoglio. Vogliamo trasmettere tutto il nostro sostegno ai compagni e alle compagne dì Labas e Laboratorio Crash. Non può e non deve finire così”.

Esulta la destra. “Circa un mese fa ci eravamo attivati con una petizione – scrive il consigliere regionale Galeazzo Bignami di Forza Italia – proprio per sollecitare questo indispensabile intervento. In poche ore erano state raccolte 200 firme e tanti residenti della zona ci avevano parlato di una situazione insostenibile, delle notti insonni a causa del volume alto della musica, delle criticità relative alle condizioni igieniche, della presenza di ratti. Bene che sia stato attuato lo sgombero: questa è una vittoria dei cittadini, di chi ha protestato, di chi non si è arreso, di chi ha sostenuto con noi una doverosa battaglia per il ripristino della legalità. Apprendiamo inoltre che sarebbero stati apposti i sigilli anche al Crash. Finalmente si affrontano questi problemi con la dovuta decisione e risolutezza. Provvedimenti che noi invochiamo da anni e che oggi trovano una risposta. Adesso l’auspicio è che ci si muova con la stessa determinazione per tutte le situazioni analoghe presenti in città e che a Bologna si chiarisca una volta per tutte che non c’è spazio per questi soggetti”.

“Oggi si sgombera in città – scrive su facebook la consigliera comunale leghista Lucia Borgonzoni – un plauso alle Forze dell’Ordine che con tutto il da fare che avrebbero per tenere in sicurezza la città, gli tocca sentirsi dare “delle merde” da dei poveretti e perdere tempo a fare le balie a ragazzetti perditempo, che se poi si fanno male rompono pure le scatole! Speriamo però che il comune, NON faccia come l’Università e che non li vizi con qualche premio collaterale….come spazi o scuse”.

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