Divieto di dimora. Merola: “Stop alle discussioni”

Bologna, 2 sett. – Dopo due giorni di “no comment” anche il sindaco, Virginio Merola, decide di intervenire sul dibattito riguardo al divieto di dimora emesso contro Gianmarco De Pieri, ma lo fa per dare lo stop.

“Le interpretazioni delle iniziative della magistratura potremmo sicuramente risparmiarcele. La magistratura opera in piena autonomia e applica le leggi” ha detto Virginio Merola a margine della cerimonia di avvicendamento tra Antonio Li Gobbi e Cesare Alimenti al comando dell’Esercito in Emilia-Romagna. “Come sindaco non vorrei più trovarmi in una discussione se il provvedimento di un magistrato è buono o cattivo”. C’è la Repubblica- dichiara il primo cittadino- ci sono le istituzioni e abbiamo bisogno di costruire insieme un rispetto per le reciproche autonomie, che si fa senza commentare questa o quella iniziativa anche perché l’iter della magistratura è noto in un Paese democratico e quindi ci saranno i relativi processi”. Parole da interpretare come un richiamo agli assessori che, come nel caso di Amelia Frascaroli e Riccardo Malagoli, hanno solidarizzato con De Pieri? Si tratta di “un richiamo a tutti a comprendere che non aiuta la formazione di un”opinione pubblica il fatto che le forze politiche commentino o si dividono sui provvedimenti della magistratura”, è la risposta di Merola.

“Da troppo tempo la politica non è in grado di prendere decisioni- continua il sindaco- che costringono oggettivamente la magistratura a prendere spazi che non le competono”. Gli esempi di Merola: “Vogliamo parlare delle unioni civili e le leggi sui gay? E’ colpa della magistratura se non c’è ancora una legge sulle unioni civili? Vogliamo parlare del tema delle occupazioni e dell’emergenza casa? E’ colpa della magistratura se non ci sono alloggi per tutti in questo Paese?”. Detto questo, “ogni opinione è legittima, ma che addirittura si faccia un dibattito pro o contro all’iniziativa di un magistrato…”, manda a dire il primo cittadino.

“Io sono pienamente d”accordo con il mio giovane segretario Francesco Critelli“, aggiunge Merola, evocando la nota diffusa ieri dal leader provinciale del Pd: “Ognuno ha il suo compito in uno Stato democratico, perché siamo in uno Stato democratico- dichiara Merola- e quindi non commentiamo repressioni che non esistono in uno Stato democratico, né commentiamo iniziative della magistratura nel senso di pensare che si vogliono sostituire alla politica. Un bel tacer non fu mai scritto e sarebbe una bella azione di tutti”, conclude il primo cittadino.

Nella nota diffusa Critelli aveva dichiarato che il compito di un partito  politico non è quello di giudicare, ma quello di “utilizzare la propria autonomia per agire affinché si possano dare risposte concrete ai tanti disagi che affliggono il nostro paese”. Il segretario del Pd di Bologna ha anche criticato “qualsivoglia forma di manifestazione violenta“.

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