Diritti in campo: 24 ore palla al piede contro ogni discriminazione

Fausto Viviani dell’associazione W il Calcio

Bologna, 18 giu. – Non fermate quella palla. Sarà questo il motto della 24 ore di calcio a sette che si terrà alla polisportiva Pontelungo di  Bologna dalle 21 di venerdì 19 giugno fino alle 21 del giorno successivo. “Diritti in campo” è una maratona palla al piede per dire no ad ogni forma di discriminazione.

Ad organizzare l’evento diverse associazioni bolognesi che da anni lottano contro razzismo, sessismo e omofobia. Alle 18.30 di venerdì 19 giugno la manifestazione sportiva sarà aperta da una tavola rotonda “Responsabilità Sociale e un Codice Etico per lo sport a Bologna”, durante la quale associazioni sportive e culturali e amministrazione comunale s’incontreranno per presentare un patto contro le discriminazioni nel mondo dello sport. Tra i punti dell’accordo anche la problematica dell’accessibilità ai disabili dello Stadio Dall’Ara e l’istituzione di un premio per chi si è distinto in attività coerenti con i valori del patto.

Alle 21 si scenderà in campo con magliette rosse e blu, sette giocatori contro sette si sfideranno a rotazione per 24 ore, fino alla sera del 20 giugno. Al termine del torneo ci sarà un terzo tempo aperto a tutti. “Invitiamo chiunque a iscriversi e partecipare – ha detto Fausto Viviani dell’associazione W il Calcio – e per chi non ha calzoncini e scarpette, pensiamo a tutto noi!”. Oltre al campo ufficiale, inoltre, è previsto un “campo aperto” a tutti dove chiunque potrà dare un calcio al pallone.

“Attraverso questa iniziativa – ha detto l’assessore allo sport del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo che parteciperà alla manifestazione – c’è un impegno di combattere concretamente contro tutte le forme di discriminazione che anche nello sport, purtroppo, si realizzano. Non bastano le parole, non basta la solidarietà, non bastano i laccetti arcobaleno, per quanto segni importanti, ma serve l’impegno delle istituzioni, Bologna è in prima fila, e dei soggetti sportivi e non che hanno care queste tematiche. Questa rete è un ottimo inizio”.

Il simbolo della manifestazione sono le banane che saranno a disposizione dei giocatori e del pubblico. “La banana è il simbolo del contrasto di ogni forma di discriminazione e razzismo  – ha aggiunto Viviani – si tratta di un’iniziativa folle, me ne rendo conto, ma a volte un po’ di follia è necessaria per creare un ponte su queste tematiche tra società civile e mondo sportivo”.

Altra iniziativa della rete è la raccolta firme che partirà domani sera per intitolare la curva San Luca dello Stadio Dall’Ara ad Arpad Weisz, grande allenatore degli anni ’30, vincitore di due scudetti con la squadra del Bologna, che fu fu costretto a fuggire dall’Italia a causa delle leggi razziali e morì con tutta la sua famiglia ad Auschwitz dopo essere stato catturato dai nazisti in Olanda. “Abbiamo già due primi firmatari che sono Matteo Marani che ha raccolto le notizie sulla vita e la morte di Weisz e il presidente della Comunità ebraica bolognese Daniele De Paz”.

di Martina Nasso

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