Dionigi saluta l’Ateneo. “Merola che si ricandida è un martire”

ivano dionigi 2Bologna, 26 ott – Il mandato del rettore dell’Alma Mater sta per scadere: Il 31 ottobre Ivano Dionigi lascerà il posto a Francesco Ubertini. Sabato in conferenza stampa Dionigi ha tracciato un bilancio di fine mandato. A partire dai numeri: : 46 milioni di euro in cassa per il suo successore e 58 punti organico da spendere per nuove assunzioni. “L’Alma Mater non è un’isola felice – dichiara Dionigi – ci sono ancora problemi da risolvere. Ma è sicuramente un ateneo speciale, con un grande senso di appartenenza e dove tutto è possibile”.

Il futuro è una pagina bianca, tutta ancora da scrivere, a parte l’impegno in Vaticano come presidente della Pontificia Accademia di Latinità. Per il momento il suo dipartimento gli ha concesso un anno sabbatico, ma il ritorno alla politica non è da escludere. Il rettore non si sbilancia:”C’è un tempo per ogni cosa, commenta, ad oggi non ho incarichi politici e nessuno mi ha proposto nulla”. Anzi, stima per  il sindaco Virginio Merola:“Se c’è qualcuno che oggi accetta di fare il sindaco, a maggior ragione se si ricandida, è un martire e bisogna digli grazie, commenta Dionigi, Bologna è una città difficile da amministrare”.

Per l’arrivederci ufficiale appuntamento al 30 ottobre, quando l’ex rettore  terrà la sua Lezione del latino nell’aula magna di Santa Lucia. “Il latino mi ha insegnato la centralità della parola, il valore del tempo e la nobiltà della politica”, spiega Dionigi.

I numeri principali dei sei anni di Ivano Dionigi sono racchiusi in 70 pagine di report. Oltre ai 46 milioni in cassa, Dionigi  parla delle immatricolazioni che nel 2015 sono aumentate di circa il 4 % rispetto al precedente anno accademico. “Non ho mai aumentato le tasse e ho messo al centro la cura del merito, rivendica Dionigi, ho messo il numero chiuso solo dove era imposto dalla legge”. Durante l’ultima inaugurazione dell’anno accademico, di fronte al premier Matteo Renzi, il rettore aveva proposto di togliere le tasse dalle lauree triennali. Una manovra da 1,5 miliardi di euro, da coprire con gli scatti stipendiali bloccati dei professori. Ma la proposta non è stata presa in considerazione nemmeno dagli studenti.

Raddoppiati i corsi di laurea internazionali e, nonostante i tagli, i fondi di finanziamento ministeriali a Bologna sono calati solo del 6,6% rispetto al 13% del livello nazionale. Un tamponamento riuscito, spiega il rettore uscente, grazie alle quote premiali assegnate per le buone performance in didattica, ricerca e profilo internazionale. “Ho fatto una  gara a cronometro, una lotta contro il tempo,  sei anni sono volati via”. Il momento più bello? “Ricevere i biglietti di persone che mi ringraziano per avergli cambiato la vita, risponde Dionigi, quello più brutto? Il suicidio del ragazzo che nel febbraio 2012 si buttò dalla facoltà di matematica. “Se ho fatto bene o male, conclude, saranno gli altri e gli anni a dirlo”.

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