Diffide e blocco delle trattenute sindacali. Il Comune dichiara guerra all’Adi

palazzo d'accursio

Bologna, 12 feb. – E’ guerra totale tra Comune di Bologna e il sindacato Adi, l’Associazione Docenti e Dirigenti scolastici Italiani. Dopo la battaglia sulle assemblee sindacali, con Palazzo D’Accursio che ha deciso di limitare il diritto delle singole sigle di indire assemblee e Adi che ha immediatamente annunciato il ricorso, il fronte dello scontro lo segna ora una comunicazione firmata dalla dirigente di Palazzo d’Accursio Katiuscia Garifo.

Il Comune contesta al sindacato Adi il cambio di nome dell’associazione che ha partecipato alle elezioni delle rsu, l’Adi intesa come “associazione democrazia insieme”, poi diventata Adi “associazione docenti italiani”. La prima Adi ha incassato i voti del personale comunale, alla seconda risultano intestate le trattenute richieste dai dipendenti a titolo di delega sindacale. Se l’acronimo è lo stesso, e così la rappresentante – la sindacalista Alessandra Cenerini – cambia il nome esteso, e quindi il Comune ha deciso di prendere provvedimenti.

Se non ci saranno chiarimenti dal primo di aprile palazzo d’Accursio cesserà di versare all’Adi le trattenute sindacali. Non basta, l’Adi è anche diffidato dall’utilizzo dei locali e dalla strumentazione comunale a fini sindacali. Se la diffida non sarà rispettata il Comune si riserverà “azioni di risarcimento di ogni forma di danno subita in virtù di eventuali difformi comportamenti”.

L’Adi di Bologna assicura una risposta punto su punto alla diffida del Comune e commenta: “Siamo assolutamente tranquilli e lo dimostreremo. E’ incredibile come il Comune di Bologna arrivi a certe bassezze solo per fare fuori chi dimostra, con argomentazioni logiche, gli sbagli dell’amministrazione”.

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