Dieci bolognesi su cento rinunciano alle cure per i costi

Bologna 18 feb.- Nel 2015 “il 10%” dei cittadini bolognesi non si è sottoposto a visite mediche a causa dei costi sanitari”, mentre il “44% dichiara di aver fatto solo quelle strettamente indispensabili quando ne ha avuto davvero bisogno, rinunciando a check-up di controllo e di carattere preventivo”. È quanto emerge da una ricerca condotta dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, compagnia del gruppo Unipol specializzata nell’assistenza sanitaria integrativa.

Secondo lo studio, “la percezione del 39% degli intervistati emiliani è che, rispetto a qualche anno fa, i costi della salute e delle prestazioni mediche, sia che ci si rivolga al pubblico che al privato, siano aumentati: in particolare il 73% punta il dito verso le visite specialistiche, che sembrano essere quelle che hanno subìto i maggiori, e spesso non sostenibili, aumenti”.

Guardando al futuro, ai “prossimi due anni, i bolognesi non sembrano mostrare una apertura nei confronti di controlli medici più costanti: il 13% si sente già di escludere di potersi permettere le visite mediche mentre il 53% dichiara che continuerà a fare solo quelle strettamente necessarie, mettendo da parte visite di controllo”. Di fatto, osserva Fiammetta Fabris, direttore generale di UniSalute, “le risposte raccolte dal nostro Osservatorio evidenziano come purtroppo non esista ancora una radicata cultura della prevenzione che, assieme ad uno stile di vita sano, è elemento imprescindibile per vivere al meglio in salute. Sicuramente le spese mediche possono rappresentare una voce importante nel bilancio di una famiglia ma crediamo che il mercato della sanità integrativa offra già oggi soluzioni che permettano di non rinunciare a controlli e cure di qualità con risparmio sui costi”. (Ansa)

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