Diaz. “Alla polizia è stato consentito di non cooperare alle indagini”

blidato polizia genova 2001 foto flickr Jeanne Menj CC BY-ND 2.0

Luglio 2001, Genova. Un blindato della polizia. Foto flickr Jeanne Menj CC BY-ND 2.0

8 apr. – Emanuele Tambuscio è uno degli avvocati che hanno preparato i ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo per quanto successo alla scuola Diaz il 21 luglio 2001, alla fine del G8 di Genova. Centinaia di agenti fecero irruzione nelle scuole Diaz, Pascoli e Pertini. Dei 93 fermati 61 furono portati in ospedale a causa delle ferite, 3 in prognosi riservata, uno in coma. Un pestaggio brutale che ora la Corte di Strasburgo ha bollato come “tortura” rispondendo al ricorso di Arnaldo Cestaro, una delle vittime di quel 21 luglio 2001. “Le sessante persone che rappresento hanno per ora ricevuto solo risarcimenti provvisori, e per giunta molto bassi. Il tutto a distanza di 12 anni dai fatti”, spiega l’avvocato Tambuscio che cita una frase contenuta nella sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo: “Alla polizia è stato consentito di non cooperare alle indagini”.

      tambuscio

Gilberto Pagani è avvocato di parte civile per la famiglia Giuliani, le vittime della Diaz e Bolzaneto. Per il magazine online Q Code ha scritto un commento dal titolo “Uno stato violento non può dirsi democratico“. Nel suo pezzo Pagani respinge la teoria delle “mele marce” e chiede di interrogarsi sulle ragioni che hanno portato alla mattanza della Diaz, ma anche “al lager di Bolzaneto, all’assassinio di Carlo Giuliani, alle ferite ancora aperte nei corpi e nelle menti di chi a Genova ha conosciuto il volto violento dello stato”. Su Q Code Pagani ricorda come in Italia manchi una legge contro la tortura dal 1988, quando il nostro paese aderì alla convenzione dell’Onu, e ricorda anche come nulla sia cambiato nelle politiche dell’ordine pubblico. Infine critica la legge data per imminente e in approvazione in parlamento contro la tortura. “Grazie ad una normale intesa bipartisan (non ci risulta che nessuna minoranza abbia sollevato alcuna obiezione) sarà una legge che non punisce agenti, ufficiali o pubblici funzionari, ma si rivolgerà a ‘chiunque’. Si tratta di una enorme mistificazione, che equipara la tortura inflitta da un rappresentante dello stato a violenze che hanno la loro radice in altri gangli della società, ma non mettono in discussione il rapporto tra il cittadini e il potere”.

 

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