Instabili Vaganti porta in scena l’orrore dei desaparecidos messicani

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Bologna, 11 feb –  Iguala, in Messico, nello stato del Guerrero, la notte del 26 settembre 2014 43 studenti della scuola Normale di Ayotzinapa vengono sequestrati dalla polizia e consegnati ai narcotraffianti.

Spariti nel nulla. E’ la norma in tante città messicane ma in questo caso la notizia sfonda gli argini del silenzio, l’indignazione è globale, una parte del paese si mobilita, i genitori dei ragazzi non accettano le versioni ufficiali, le piazze di tutto il mondo pretendono che lo stato ammetta le sue responsabilità. Si riaccendono così i riflettori sulla narcoguerra e sulla narcopolitica, sulla violazione dei diritti umani, sulla guerra alle droghe come strumento di controllo sociale e delle risorse.

Una narcoguerra che inizia negli anni settanta, lanciata negli Stati Uniti dal governo Nixon e molto più tardi in Messico da Calderòn nel 2006 con una campagna militare che fino al 2014 produce effetti devastanti: il bilancio, presunto, di questo lungo e complicato conflitto parla di 150000 morti e 26000 desaparecidos. Connivenza e collusione tra apparati governativi deviati e la stessa criminalità organizzata. L’obiettivo è il controllo sociale di ogni dissidenza, di ogni domanda della società per un miglioramento delle condizioni di vita e si realizza in una politica dura che ha tra le sue forme repressive le sparizioni. I fatti di Ayotzinapa ne sono uno degli ultimi, terribili esempi.

Desaparecidos#43 è il titolo dello spettacolo nato da questa tragica vicenda. La compagnia Instabili Vaganti lo porta in scena dal 11 al 14 febbraio al Teatro delle Moline di Bologna. Si tratta di un’anteprima nazionale, con una drammaturgia bilingue grazie ad un cast internazionale di attori e danzatori italiani e messicani.

I due fondatori della compagnia Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola sono stati ospiti nei nostri studi e ci hanno illustrato il processo che ha portato alla creazione dello spettacolo.  “Nel titolo c’è un #” spiega Nicola” proprio perchè è il web che ha permesso a noi di entrare in contatto con questa vicenda e ai ragazzi di Ayotzinapa di diventare, purtroppo, un’icona delle sparizioni forzate in Messico e in Sudamerica. Attraverso i social network gli studenti stessi ci tenevano informati sull’evolversi della situazione politica, sulle grandi manifestazioni che infiammavano le piazze delle città messicane e anche sui pericoli che stavano correndo. La reazione è stata prima emotiva e personale poi abbiamo sentito l’urgenza di mettere le nostre capacità al servizio di questa causa creando una comunità internazionale che con l’informazione, la protesta, il teatro e l’arte ci permetta di non dimenticare.

Con loro in radio c’era anche uno degli attori messicani dello spettacolo Francisco Medina, ex studente della scuola nazionale di teatro di Città del Messico, si commuove mentre ci racconta la paura e il terrore vissuti durante la manifestazione. “Il 20 novembre eravamo 100000 persone in piazza, a chiedere giustizia e  gridare Vivos se los llevaron, vivos los queremos perchè quello che è successo ai 43 studenti desaparecidos riguarda tutti noi. Lo stato ha reagito con una mattanza, la polizia ha colpito persone normali come un onda che spazza via tutto”.

Ascolta l’intervista realizzata da Federico Lacche con Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Francisco Medina.

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