“Deroga al decreto enti locali per assumere le maestre comunali”

Bologna, 29 giu. – C’è bisogno di mettere mano al decreto degli enti locali per salvare l’assunzione prevista di 158 maestre. Oggi il sindaco Virginio Merola ha incontrato i parlamentari del Pd eletti sul territorio per cercare di modifica il testo del decreto approvato il 19 giugno. In particolare il problema è il limite posto alle assunzioni, che non siano di personale delle Città Metropolitane ed ex Province, considerato in soprannumero.

Nel faccia a faccia “si è trattato in modo esplicito l’importanza di una deroga alla legge di stabilità 2015, per permettere ai Comuni- scrive la nota di Palazzo d’Accursio- di bandire concorsi per assumere a tempo indeterminato le professionalità necessarie al funzionamento dei servizi educativi e delle scuole d’infanzia“: tema che riguarda da vicino il Comune di Bologna, visti gli ostacoli incontrati nell’iter per la stabilizzazione di 158 maestre, che dovrebbero essere assunte tramite l’Istituzione Scuola. A differenza di quanto previsto un anno fa.
“È noto, infatti, che le Province e le Città metropolitane non hanno nei propri organici insegnanti ed educatori di nido e, pertanto- recita il comunicato- consentire ai Comuni di avviare concorsi per assumere stabilmente tali figure non ridurrebbe la possibilità di assorbire il personale in soprannumero di Province e Città metropolitane”. È un tema, questo, “molto sentito a livello nazionale e su cui lo stesso presidente dell’Anci, Piero Fassino, alcuni giorni dopo l’approvazione del decreto da parte del Consiglio dei ministri- ricorda l’amministrazione- ha espresso un preciso impegno dell’Associazione a ottenere modifiche del testo nel passaggio parlamentare”.

Palazzo D’Accursio segnala poi anche il problema del passaggio della Polizia provinciale nei ruoli della Polizia municipale dei comuni, “prima ancora di avere definito la destinazione delle funzioni da loro svolte”.
In conclusione, “durante l’incontro si è convenuto sulla necessità che i parlamentari da un lato e l’amministrazione dall’altro- si conclude la nota- si impegnino a diversi livelli per migliorare la norma e consentire ai Comuni e agli enti di area vasta di operare al meglio al servizio delle proprie comunità”.

 

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