Dentro la magione di Vita con LLoyd. Intervista a Simone Tempia

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Simone Tempia, illustrazione di Paolo Galletto

Bologna, 21 ott. – Simone Tempia, giornalista e scrittore, è colui che sta dietro ai dialoghi tra un sir e l’immaginario maggiordomo nella pagina di Facebook Vita con Lloyd. Una pagina ricca di eleganza e educazione, che ha macinato likes su likes e che contrasta con la banalità e la povertà di contenuti cui siamo abituati sulla rete. Ai microfoni di Normcore Simone ci spiega com’è nato il progetto, ci racconta alcune curiosità su Sir e Lloyd e rivela la prossima uscita del libro che raccoglie i loro dialoghi.

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Illustrazione di Giovanni Esposito

Ciao Simone benvenuto a Normcore. Proprio oggi hai pubblicato una vignetta a opera di Bruno Cannucciari, lo “zio” di Lupo Alberto, per festeggiare le 50.000 persone che seguono Vita con Lloyd su Facebook. Come è nato il successo di Vita con Lloyd?
Dopo una notte in bianco, il mattino seguente con la mente ancora un po’ ovattata ho immaginato di avere un maggiordomo di nome Lloyd e di ritrovarmi stupito nel vedere che sul menù del giorno ci fosse una notte insonne. Da lì è nato un dialogo a base di metafore che ho pubblicato sul mio profilo Facebook personale e che ha ricevuto uno strano e inaspettato successo – e per successo parliamo di 20 likes al posto dei soliti 3. Così ho capito che c’erano delle potenzialità e da lì, parliamo del 2014, ho iniziato a scrivere i dialoghi.

Chi segue Vita con Lloyd si sarà fatto un idea del suo aspetto. Ad esempio a me ricorda Alfred di Batman. Ma il nome Lloyd da cosa viene?
Nella tradizione anglosassone esistono sono due nomi che identificano la figura del bartender e del maggiordomo: uno è Jeeves, legato ai romanzi di Wodehouse, e l’altro è proprio Lloyd. Anche in Shining, nel film come nel libro, il protagonista Jack Torrance chiama automaticamente il bartender immaginario Lloyd, quasi in tono dispregiativo essendo il nome del servitore, senza in realtà chiedergli come si chiama.

Ma se il nome proviene anche da Shining stiamo dicendo che Sir, come Jack Torrance, ha un lato oscuro?
Certo! Oscurissimo! E’ uno dei lati che viene colto meno all’interno dei dialoghi ma in tutto quello che faccio vi è sempre una vena di inquietudine e oscurità. Non è sempre facile coglierla ma si tratta comunque di una grande casa vuota in cui i due protagonisti dialogano. Cosa c’è di più inquietante?

Effettivamente. Ciò significa che questa magione rappresenta la tua interiorità?
La magione è un luogo dove ci si trova e ci si sente soli. Tutto nasce da moti dell’anima miei personali: sono una persona con un’emotività grossa e ingombrante che mi potrebbe spingere a gesti esagerati o dire la cosa di troppo quando basterebbe anche solo riflettere. Di fronte ad alcuni sentimenti ci sentiamo tutti come dentro a una grande casa vuota dove la nostre voce rimbomba e non c’è nessuno a cui chiedere un consiglio. Da questo nasce la figura del maggiordomo immaginario: una persona fidata con cui poter dialogare e sentirmi meno solo di fronte a certe cose.

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Illustrazioni di Valeria Bertolini

Lloyd è una figura dolce, delicata a cui è facile affezionarsi.
Non è così dolce, è anche un po’ pungente e a volte un po’ tranchant. Non lo considero tanto una figura paterna ma quasi più un nonno: i nonni hanno un po’ perso quel senso di paternità e possono dirti le cose come stanno e a volte tirarti le orecchie.

E come non amare Lloyd…anche perché pare che faccia ottimi cocktail!
Eccome! E’ Il miglior barista da Timbuctù a Portland, Oregon o, se preferite, Maine!

Hai iniziato da oltre un anno una collaborazione con diversi illustratori, molto conosciuti. Com’è nata questa intesa?
Il mondo di Lloyd è bello perché è vario. Nella grande magione sono stati ospiti tanti illustratori: Jacopo Rosati, Diego Zucchi, Massimo Giacon, Bruno Cannucciari, Cristina Portolano, Valeria Bertolini, Paolo Masiero senza dimenticare il grande Bruno Bozzetto. Sono tante le persone che si sono trovate a dialogare con il mio maggiordomo. E credo che uno dei punti di forza sia che non ho mai voluto dare indicazioni a loro. Ho lasciato che la loro immaginazione entrasse liberamente in questa casa e che immaginassero come volevano Lloyd e Sir.

Ed è la sua peculiarità. Ognuno s’immagina Sir e Lloyd in un certo modo che non è il tuo, è di tutti.
Esatto è di tutti perché non è di nessuno. La bellezza di questo progetto è che ho cercato da subito di non diventarne proprietario, inteso come metterci le mani sopra con l’intento di tenerlo solo per me e così soffocarlo. Forse è questa la fortuna di un personaggio immaginario: quando esce dalle sfere di competenza e di proprietà dell’autore ed entra nella mente e nell’immaginazione di tutti. Non avere un egoismo verso le proprie creature immaginarie è, secondo me, l’unico modo in cui si possa lasciare che i propri personaggi viaggino oltre le sfere della propria quotidianità ed influenza, che è irrilevante rispetto al mondo

Sono, infatti, sentimenti in cui tutti si possono rispecchiare. I tuoi lettori fanno commenti meravigliosi, si aprono, raccontano fatti personali. È una sorta di psicologia quella di “Vita con Lloyd”.
Un luogo che abbiamo creato grazie ai lettori – a cui sono sempre molto grato – che hanno dimostrato di essere eccezionali nel creare un ambiente sicuro, elegante, in cui poter parlare. Una sorta di salotto molto esteso in cui un certo tipo di cinismo e di aggressività sono banditi non per partito preso ma perché semplicemente inutile. Che senso ha essere aggressivi quando ne è pieno il mondo specialmente internet e soprattutto Facebook? Perché non creare una piccola alternativa? E’ un luogo dove si sta bene. Usando una parola vecchia: la buona educazione.

Di cui sei un portatore sano.
Quello elegante e saggio non sono io realmente ma Lloyd. E’ uno sforzo per me, come per le persone sulla pagina, essere all’altezza dei lettori di Vita con Lloyd. Uno sforzo che faccio per amore.

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Illustrazione di Jacopo Rosati

Una curiosità, visto che a Normcore di parla soprattutto di musica. Qual è il rapporto di Sir e Lloyd con la musica? Che cosa ascoltano nella magione?
Ascoltano un po’ di tutto. Oggi ad esempio ascoltano Frank Ocean, Challeng Orange, non quello nuovo visto avevano voglia di qualcosa di vecchio, ma ascoltano tante colonne sonore, un po’ di tutto ma sempre a ritmi abbastanza lenti, musica da ambiente. C’è un grande grammofono che gira in questa magione immaginaria.

Quindi nella magione non si balla?
Visto che siamo soli nella magione non è così facile ballare. Le scene alla Tom Cruise in Risky Business non sono all’ordine del giorno.

Progetti per il futuro?
Tanti e molto grossi. Dopo due anni la prima cosa che mi sono imposto di fare è essere felice.
Poi, lo dico per la prima volta in anteprima sulle frequenze di Radio Città del Capo, uscirà un libro su e di Vita con Lloyd edito da Rizzoli Lizard che vedrà all’interno tante piccole sorprese. Un libro di testo con i dialoghi di Vita con Lloyd, alcuni che i lettori già conoscono e moltissimi totalmente nuovi. Non dico che sia l’arrivo di un percorso ma è un ottimo punto di inizio per qualcos’altro. Ci tengo a tal proposito a ringraziare Pasquale La Forgia che ha capito l’anima di questo progetto e Simone Romani che l’ha reso possibile: si è creato qualcosa di profondamente legato e rispondente all’anima e all’eleganza di Vita con Lloyd senza risultare a contempo vecchio polveroso come invece tendo a essere io. Io sono un vecchio signore dell’Ancien Régime quindi avrei optato per un libro rilegato in marrone con carattere dorato, ma forse darebbe stato un po’ troppo.
Un ringraziamento speciale va anche a chi mi aiuta a portare avanti ogni giorno Vita con Lloyd perché, pur essendo l’unico autore, ho dei meravigliosi compagni di magione che curano tutti gli aspetti pratici: Valentina Pederiva, Paolo Madeddu e Andreina Lombardi Bom.

Essendo l’uscita del libro una esclusiva riservata ai microfoni di Normcore, puoi anche rivelarci quando uscirà?
A metà novembre! E quindi un ottimo regalo di Natale. Se Lloyd mi sentisse fare pubblicità così mi bacchetterebbe ma in questi casi lo mando a stirare il corredo di eleganza e di buoni sentimenti.

La Totta

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