Dente: canzoncine per dolci metà

Dente. Foto di Sebastiano Bongi Tomà

Foto di Sebastiano Bongi Tomà

23 nov. – “Non ho bisogno di far indossare abiti classici alle mie canzoni”: con queste parole Dente descrive la particolarità del suo nuovo disco, intitolato Canzoni per metà. Ma metà in che senso? “I significati sono diversi“, spiega il cantautore a Un weekend postmoderno. “Sono brani dedicati alle dolci metà, ma sono esse stesse musicalmente a metà, o così possono apparire a un primo ascolto.  Sembrano incompiute, ma è questa la loro particolarità”. La brevità non è una novità di questo nuovo lavoro, basti pensare a “Cuore di pietra“, “Voce piccolina“, alle canzoni senza ritornello di Almanacco del giorno prima, perché, come spiega il cantautore: “Se tutto quello che volevi dire lo dici in cinquanta secondi, non ha senso infarcire la canzone per forza”. La vera differenza, rispetto ai dischi precedenti è un’altra: “Sono contento di aver pubblicato questo disco perché rappresenta un’operazione coraggiosa. Dopo grosse produzioni, caratterizzate da una ricerca estetica impeccabile, ho deciso di prendere la direzione opposta a quella intrapresa dalla musica italiana attuale”. Così nasce Canzoni per metà, composto da canzoni “poco pop, poco radiofoniche, suonate interamente da me”.

Infatti, da polistrumentista quale non è, Dente ha deciso di utilizzare i propri limiti, come spiega ai nostri microfoni: “Ho voluto suonare tutti gli strumenti, non per fare il figo, ma per creare delle cose interessanti nate da metodologie inventate per suonare cose che in realtà non sapevo fare”. La parte fonica, invece, è stata affidata alle mani esperte di Andrea Appino degli Zen Circus: “Gli ho anche regalato un camice bianco, come si usava negli anni sessanta!”

Elena Usai

 

 

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