Ddl Cirinnà. “Senza stepchild andiamo a vivere all’estero, per il bene di nostro figlio”

famiglie arcobaleno25 feb. – Ivana e Melania, un progetto di vita assieme, anni passati sotto lo stesso tetto come una qualsiasi coppia, un figlio di 7 mesi e un progetto: andarsene a vivere all’estero, magari in Spagna. “Ci vogliamo sposare a Barcellona, perché in Spagna si può, e lì chiederemo di adottare nostro figlio Lorenzo. L’Italia non ci merita, non merita le famiglie arcobaleno“. Ma prima della partenza la protesta sotto al senato. Ivana e Melania sono arrivate ieri a Roma assieme alle associazioni lgbt che per ore hanno urlato “vergogna vergogna” a pochi passi dal Senato, mentre il ddl Cirinnà tornava in aula senza la stepchild adoption. Avrebbero voluto mostrare ai senatori impegnati nella discussione il loro bimbo, Lorenzo, tranquillo nel passeggino nonostante i cori delle proteste. “I nostri figli non li abbiamo comprati, li abbiamo voluti e desiderati, vogliamo dire questo a chi voterà la Cirinnà. Con la stepchild sarebbe stato tutelato, ora continuerà ad avere una sola mamma”.

Le parole di Ivana e Melania fanno capire più di tante analisi il perché della protesta sotto al Senato, delle urla, dei cori e degli insulti incassati dall’unico senatore della maggioranza che si è presentato di fronte ai manifestanti per confrontarsi con loro, il bolognese Sergio Lo Giudice. Rabbia, delusione e disillusione nei confronti del governo, ma anche dei partiti, Movimento 5 Stelle compreso. “Hanno giocato sporco fin dall’inzio – conclude Ivana – e per quel che ho successo ho pianto”. 

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