“Danzare in uno spazio pubblico è un atto politico”

Bologna, 5 sett. – Vent’anni anni, venti candeline spente a passo di danza. Il festival Danza Urbana, che torna a Bologna dal 2 all’11 settembre, ha iniziato il suo progetto nel 1997, dalla volontà di un gruppo di universitari poco più che ventenni, studenti del DAMS che praticavano danza.

L’idea è quella di portare la danza al di fuori dai teatri, nei luoghi della città solitamente adibiti ad altro. “Un atto politico. Danzare in uno spazio pubblico è un presidio di democrazia” dice il direttore artistico Massimo Carosi. Un atto politico che ancora non trova il giusto riconoscimento istituzionale. Il Ministero infatti non considera la possibilità di programmare spettacoli gratuiti di danza, se in una percentuale minima, al di sotto del 10%. “Noi piuttosto che abdicare alla vocazione di presentare spettacoli perlopiù gratuiti abbiamo condotto una battaglia perché venisse riconosciuto anche alla danza ciò che già è riconosciuto alla musica e al teatro di prosa” dice Carosi. L’emendamento presentato con l’appoggio della Regione Emilia Romagna e Anci è stato bocciato, con ovvie conseguenze sui finanziamenti pubblici che un festival come Danza Urbana può ricevere. Ma Danza Urbana non rinuncia a tenere alta l’attenzione sul tema, anche attraverso un convegno sulla funzione e il valore della danza urbana nella diffusione e divulgazione della danza e nell’ampliamento del pubblico (dalle 10 alle 17 | Palazzo Pepoli, ingresso libero).

Il Festival inaugura venerdì 2 settembre in Piazza Maggiore con Fabrizio Favale e Le Supplici che portano in scena Hekla (terzo studio su Circeo) in prima assolutaalle 19. Il coreografo e danzatore bolognese d’adozione, che ha esordito con la sua prima creazione al Festival nel 1998, è stato un artista su cui il Festival ha investito, che ha seguito, supportato e accompagnato negli anni. Lo spettacolo sarà anticipato alle 18:30 in Piazza Re Enzo dagli “esercizi pedonali” dei giovanissimi di Phren, progetto di formazione nato in seno al Centro Mousikè che grazie alla sinergia con il Festival ha creato, nelle ultime quattro edizioni, un percorso dedicato alla formazione della nuova generazione di “performer urbani”.

Simona Bertozzi/Nexus, formazione e artista cara al festival, presenta sabato 3 settembre in anteprima Prometeo: Architettura – Bologna dove l’avvicinamento al mito di Prometeo è affidato a un gruppo di 7 adolescenti del territorio alle prese con la condivisione di un habitat all’interno del quale immagini, visioni e azioni si fondono.

Domenica alle 19 nella Chiesetta di Santa Cristina torna, a 10 anni di distanza, la performer giapponese Yoko Higashino con un’opera ispirata alle note dello Stabat Mater di Pergolesi. Un’interpretazione nipponica in cui elementi tecnologici si fondono ai virtuosismi del linguaggio coreografico.

Lunedì 5 settembre è una giornata dedicata ai più giovani e a chi voglia cimentarsi nella pratica della danza: dalle 15 alle 18:30 in piazza del Popolo a Casalecchio la coreografa e formatrice Monica Francia condurrà un laboratorio di CorpoGiochi®OFF per bambini, adulti e giovani artisti (gratuito, per info e iscrizioni info@teatrocasalecchio.it; 051 573557; dimostrazione aperta al pubblico alle ore 18:30).

MK martedì 6 settembre (h18, in replica, alla stessa ora, mercoledì 7) coinvolgerà gli spettatori fortunati (8 spettatori alla volta per 8 turni) in Veduta>Bologna il progetto speciale creato per il festival, in prima assoluta. Affacciati alle finestre di Sala Farnese si potrà godere di una moltitudine di micro-azioni nascoste e agite dai performer di MK nella sottostante Piazza Maggiore e zone limitrofe (biglietti a €5 – per prenotazioni 331 3304738). A seguire Corpus Hominis (dalle h20 alla Velostazione Dynamo, anch’esso in replica mercoledì 7) della Compagnia Enzo Cosimi, (sempre una prima assoluta) rappresenta la seconda tappa della trilogia DzOde alla bellezzadzche il coreografo romano dedica alle figure emarginate, a Bologna, in particolare lavorerà con degli uomini anziani omosessuali, indagando la relazione tra lo scorrere della loro esistenza e la contemporaneità.

Giovedì 8 e venerdì 9 settembre sono le giornate dedicate alle reti. Giovedì si esibiranno gli artisti vincitori di Masdanza Plattform: lo spagnolo Manuel Rodriguez, i taiwanesi di B.Dance e l’italiano Andrea Costanzo Martini che alle 17:30 e alle 18:45 abiteranno in contemporanea il Cortile del Museo Civico Medioevale e le Absidi di San Domenico. Venerdì 9 settembre, in collaborazione con il Network Anticorpi XL, a partire dalle ore 18 verranno ospitati al Festival l’olandese Arno Schuitemaker nel dinamico e ironico duo al maschile The Fifteen Project (Cortile Cinema Lumière), gli spagnoli Elìas Aguirre e Álvaro Esteban che, con Entomo, ricercano una danza istintuale, quasi una Dzentomologicadz come quella degli insetti. L’israeliano Sharon Fridman con il suo ¿Hasta Donde? ci narra la lotta interiore presente in ciascuno di
noi (Parco 11 settembre). Volge al termine questa ventesima edizione con la prima assoluta di Bologna: Pasolini (sabato 10 e 11 settembre ore 21) della compagnia catalana La Veronal che, in co-produzione con il Festival Danza Urbana, presenta lo spettacolo dedicato alla città di Bologna e a Pasolini.

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