Restyling stadio Dall’Ara. Lepore: “Prima il voto e poi la gara”

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Bologna, 1 mar. – Prima che il Bologna Football Club e i partner possano mettere le mani sullo stadio Dall’Ara e sull’area dei Prati di Caprara ovest sono necessari un voto in giunta e una gara ad evidenza pubblica. Lo ha assicurato l’assessore allo sport Matteo Lepore ospite di Oltre le mura. “Non vogliamo fare come a Udine né come Roma” dice Lepore. Lo stadio Friuli è infatti al centro di un esposto presentato all’Anac dalle opposizioni che contestano il cambio di intitolazione seguita al restyling attuato dalla società sportiva. A Roma invece la realizzazione del nuovo stadio della Roma si risolverà, secondo Lepore, in una “speculazione edilizia”. Per evitare entrambe le derive, l’amministrazione comunale di Bologna vuole “fare le cose per bene”. Per questo, come prima cosa il Bologna calcio dovrà presentare, entro luglio, uno studio di fattibilità, “un tomo bello alto” mima Lepore, in cui venga spiegato per filo e per segno cosa intendono realizzare, come e con quali soldi. Poi il Comune avrà 90 giorni di tempo per rispondere. E dire, soprattutto, se è di interesse pubblico. “Essendo una proposta che viene da un promotore privato di riqualificare un bene patrimoniale del comune” la giunta dovrà esprimersi. “Rispetteremo la volontà del consiglio comunale che ha già votato un Psc che ha definito cosasi può fare in quelle aree”

È in quella sede che il Comune e i cittadini, attraverso i quartieri (“vedo quello come luogo della partecipazione dei cittadini”) e il consiglio, potranno inserire le modifiche più opportune. “Ora discutere di cosa fare e dove, di aree su cui intervenire (tipo il Crb e l’antistadio, ndr) non ha senso, senza uno studio di fattibilità definito. Sono chiacchiere da bar” dice Lepore. “Prima il Bologna presenta la proposta definitiva, prima i cittadini potranno iniziare a discuterla” chiosa l’assessore.

Una volta incassato il parere favorevole di giunta (ed eventualmente del consiglio), il progetto di restyling e di intervento sulle aree dei Prati di Caprara ovest dovrà essere messo a gara ad evidenza pubblica. “E’ stato lo stesso Bologna a voler utilizzare un percorso in piena trasparenza– dice l’assessore-. Per questo la proposta definitiva sarà messa a gara pubblica: se qualcuno farà una proposta migliore di quella del Bologna ovviamente vincerà”. Ciò non significa, precisa subito Lepore, che il Bologna Calcio non giocherà più allo stadio né che non sarà coinvolta; ma che sarà un altro imprenditore ad occuparsi della realizzazione.

In ogni caso, bisogna attendere la prossima mossa del Bologna Calcio. Prima il Comune non può muoversi: “Proporre una cosa diversa da quella del promotore significa indicare chi deve vincere” dice l’assessore che spiega ulteriormente: “Se dicessimo che il piano regolatore deve essere utilizzato in un posto o in un altro, noi staremmo avvantaggiando qualcun altro”.

Ospiti della trasmissione, oltre all’assessore Lepore, sono stati Fausto Tomei, consigliere di quartiere al Porto Saragozza per Coalizione civica, e Andrea Albicini, socio del Crb e tra i promotori di un comitato anti cementificazione dell’area. La stazione del Servizio ferroviario metropolitano dei Prati di Caprara è “strategica per noi” ha detto l’assessore.

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