Da studentato occupato a ambulatorio per i poveri. Il progetto della Fondazione Lercaro

nuovo taksimBologna, 4 dic. – Prestazioni odontoiatriche per minori e anziani in condizione di fragilità, interventi dermatologici e di oncologia cutanea e attività relative alle malattie sessualmente trasmissibili. E’ il progetto che la Fondazione Cardinal Lercaro di Bologna intende avviare in via Irnerio 53, dopo aver demolito lo stabile di cui è proprietaria. Si tratta dell’edificio che nel settembre 2014 era stato occupato e trasformato in studentato, con il nome di Taksim, fino allo sgombero avvenuto (non senza tensioni) dopo una settimana. Del progetto della Fondazione si parla in una delibera con cui la Giunta comunale, su richiesta della proprietà, ha avviato l’iter per l’elaborazione di un Poc finalizzato al recupero dello stabile.

Già in passato i locali erano stati utilizzati per attività socio-sanitarie, ma attualmente sono “in disuso ed in stato di degrado”, si legge nelle delibera: inoltre, di recente lo stabile “è stato occupato senza titolo e oggetto di un provvedimento di sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria”. Ora, la Fondazione ha manifestato all’amministrazione “l’interesse al recupero dell’immobile, previa sua demolizione, per insediarvi nuovamente attività socio-sanitarie, realizzando anche un modesto ampliamento della struttura, di circa 350 metri cubi- spiega la delibera- al fine di poter utilizzare in modo più razionale la superficie e soddisfare gli attuali requisiti igienico sanitari”. Infatti la Fondazione, “nell’ambito del complessivo orientamento al supporto di fasce deboli della popolazione, prevede interventi destinati ad utenza segnalata dai servizi sociali, in particolare- continua l’atto- nell”ambito degli interventi odontoiatrici destinati a minori e adulti anziani, in condizione di particolare fragilità, da prestarsi presso la struttura stessa”. Inoltre, “in relazione alle competenze disponibili”, la Fondazione “prevede la prestazione di interventi dermatologici e di oncologia cutanea, nonché interventi relativi a malattie a trasmissione sessuale- continua la delibera- sia presso la struttura stessa, sia nelle strutture, anche di bassa soglia, che accolgono persone in condizione di marginalità” (Dire)

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