La seconda pelle dei Cut si mostra dal vivo a Maps

 

cut

15 feb. – Quando il trio bolognese dei Cut arriva a Maps, porta sempre dei regali con sé. Come già avvenne durante l’ultimo live del 2014, anche questa volta anticipano ai nostri microfoni alcuni brani presenti nel nuovo disco Second Skin, in uscita il 20 febbraio: “È il sesto in ventun’anni di carriera, dopo l’ultimo Annihilation Road del 2010 e lo split con i Julie’s Haircut del 2011″, racconta Ferruccio Quercetti. “Il titolo del disco rimanda sia al valore affettivo che ha per noi la band che, da ormai vent’anni, rappresenta una seconda identità, una seconda pelle. Dall’altra abbracciamo un discorso più ampio, e qui entra in gioco la grafica curata dal pittore Simone Fazio, che racchiude il nostro pensiero sull’ironia e il sarcasmo moderno, maschere dietro al quale nascondersi invece di mettersi a nudo ed esporsi”. Queste le basi del nuovo progetto dei Cut che ritornano dopo sette anni per il ventennale della loro prima formazione con un album degno della ricorrenza, festeggiato con numerose collaborazioni: “È un disco vario caratterizzato dalla presenza di molti ospiti”, ci spiega Ferruccio. “L’idea è nata durante la lavorazione di un progetto parallelo, che si sarebbe dovuto chiamare Cut Must Die, registrato con tutte le persone che stimiamo musicalmente. Alla fine ci siamo resi conto che i due progetti procedevano sulla stessa linea, così li abbiamo uniti“. Ecco quindi comparire in scaletta, tra i tanti nomi, Andrea Rovacchi dei Julie’s Haircut, il bassista statunitense Mike Watt, componente della formazione riunita degli Stooges e Bruno Germano, che oltre ad avere curato la produzione artistica, è presente nel disco in veste di musicista e co-autore della title track.

Unioni che non riguardano solo i progetti interni della band, ma creano un legame anche con la poetica del progetto solista di Ferruccio, chiamato Ferro Solo: “Con quel progetto ho affrontato numerose tematiche personali che, seppur convinto di aver esorcizzato e racchiuso in quel disco, inevitabilmente ritornano unendosi con la poetica collettiva della band. Non sappiamo bene quale sia, ma si percepisce sia liricamente che musicalmente”. Poetiche che trovano importanti riscontri non solo in Italia, ma anche e soprattutto in Inghilterra: “Sarà il nostro aplomb britannico!”, scherzano i musicisti. In realtà il rapporto tra i Cut e il Regno Unito è molto più stretto, considerando i numerosi tour con i Settlefish e la co-produzione con l’etichetta inglese Antipop. Aspettando la data al Covo Club del 18 febbraio, con la presenza della maggior parte dei collaboratori, qui sotto potete ascoltare una versione particolare e dal vivo di “Take It Back From The Start” e “The One Who Waits“, tratti dall’imminente nuovo album, e un richiamo al disco precedente con “She Gave Me Water“.

Elena Usai

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.