Cucinella: “Bisogna rispondere ora al bisogno di una casa”

Bologna, 11 set. –  “Non possiamo più rimandare l’attenzione sull’abitare sociale“, perché “non possiamo più lasciare indietro nessuno”. Al terzo giorno di confronto sull’architettura sostenibile con oltre 300 colleghi arrivati da tutto il mondo al Plea 2015, l’architetto Mario Cucinella ragiona su Bologna. Sull’housing sociale la nostra città, che ospita per la prima volta l’incontro, “ha investito molto nel tempo, possiamo fare di più“. Sta pensando a uno dei temi più caldi messi all’ordine del giorno dalla crisi economica: la perdita della casa. Ma anche alle esigenze di integrazione in una società multietnica, evitando la creazione di ghetti.

Cucinella pensa all’uso temporaneo di “molte aree industriali militari ferroviarie” per affrontare un problema che va risolto subito, perché a chi è senza casa “bisogna rispondere ora, non fra cinque anni”. Allo stesso tempo si collegherebbero molte aree vuote al resto del tessuto urbano, evitando che rimangano dei “buchi neri”

La spinta innovativa in questa direzione potrebbe arrivare dai giovani architetti, presenti in tanti al Plea in corso fino a oggi a Palazzo Re Enzo

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