Cucine Ribò. L’azienda cambia il menù e previene lo sciopero

piatto fettuccineBologna, 19 mag. – Ieri lo sciopero al centro pasti di via Erbosa, oggi sarebbe potuto accadere lo stesso al centro Ribò di Casteldebole. Ma così non è stato, perché all’alba l’azienda – evidentemente scottata dallo sciopero a sorpresa della giornata di ieri – ha deciso di cambiare preventivamente il menù in preparazione nel centro pasti. Un menù semplificato capace di ridurre notevolmente i tempi di preparazione e di annullare l’effetto di un’eventuale protesta di due ore dei dipendenti, pronti a incrociare le braccia come già successo nel centro pasti “Erbosa” di via Gobetti.

Insomma uno sciopero che era nell’aria e sarebbe potuto anche scattare da un momento all’altro, visto che i lavoratori sono in condizione di decidere all’ultimo minuto. Ma così non è stato, complice anche il cambio di menù deciso all’ultimo secondo.

Aldo Parisi, capo area Ribò e responsabile del centro pasti di Casteldebole, parla di una trattativa già aperta con le sigle sindacali, di un incontro già fissato per i prossimi giorni e di “un fitto contatto con i lavoratori tra ieri e oggi che hanno capito la nostra disponibilità”. “Lo sciopero – ha concluso Parisi – è stato scongiurato“.

“Se il primo resta una pasta con pomodoro e basilico, per secondo i bimbi avranno tonno e insalata verde invece di medaglione di maiale con insalata e cetrioli”, si legge in un comunicato apparso sul sito Ribò. L’azienda nel comunicato parla genericamente di “agitazione sindacale” riferendosi allo stato di agitazione proclamato tempo fa da Cgil, Cisl e Uil, ma i sindacati ci tengono a specificare che oggi non è scattato nessuno sciopero e i lavoratori hanno prestato normalmente servizio.

L’azienda, attaccano invece Cgil, Cisl e Uil, ha deciso “in via unilaterale, di predisporre un menù di emergenza, malgrado i lavoratori fossero regolarmente presenti nelle cucine. Una misura preventiva evidentemente adottata per disincentivare eventuali iniziative di sciopero a sostegno delle legittime richieste che altri lavoratori di Gemeaz Elior hanno rivendicato con iniziative di protesta”. I sindacati parlano del cambio di menù come di una decisione “incomprensibile e strumentale, di cui alle ore 10 si attendevano ancora le motivazioni ufficiali malgrado non vi fosse in atto alcuna iniziativa di sciopero”.

Cgil, Cisl e Uil ricordano i motivi dell’apertura dello stato di agitazione: “il reiterato mancato pagamento delle ore di lavoro prestate in straordinario, gli improvvisi “ammanchi” di ferie e ore di permesso mai goduti dai lavoratori, la violazioni delle procedure relativamente alla sorveglianza sanitaria, la costrizione degli organici che impone ritmi di lavoro che mal si conciliano con la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, la qualità del servizio e, purtroppo, la salubrità degli alimenti somministrati”.

“La consegna del pasto potrebbe subire ritardi“, avverte sul proprio sito Ribò. Un’ipotesi che non si è realizzata. “Tutti i pasti sono stati consegnati in orario”, fa sapere l’azienda.

comunicato sciopero

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