Crisi. Per la Cgil la ripresa c’è ma serve cautela

Bologna, 16 apr. – Anche nell’area metropolitana di Bologna si riscontrano segnali di ripresa nel corso del 2014. Tuttavia, manca ancora un concreto sviluppo di sistema e “i livelli di disoccupazione permangono elevati”, soprattutto tra i piu’ giovani. Infatti, l’occupazione aumenta (soprattutto a Bologna) ma ancora pesano tanti contratti part-time e precari, in aumento. Lo rileva la Cgil, illustrando oggi nella sua sede di via Marconi il nono osservatorio sull’economia e il lavoro nella citta’ metropolitana, a cura di Ires Emilia-Romagna, in presenza del sindaco Virginio Merola. Oltre ad una ripresa stabile del tasso di crescita delle esportazioni, pari a circa il 5% per trimestre, nel rapporto sindacale si rileva che il 2014 ha in comune col 2013 diverse altre tendenze, ma si segnala qualche novita’. In primis, la ripresa occupazionale.
Gli ultimi dati dell’Istat indicano un incremento del tasso di occupazione (dal 67,8% al 69,3%) ed una riduzione di quello di disoccupazione, che dall’8,4% del 2013 arretra al 7%. Si tratta, osserva il rapporto sindacale, di un miglioramento “non diffuso” in modo omogeneo in regione, ma concentrato a Bologna. Tuttavia, avvisa appunto l’osservatorio, sono dati “da interpretare con grande cautela, soprattutto se analizzati in ottica comparata con gli anni precedenti”. I numeri sugli avviamenti relativi al primo
semestre del 2014 tendono comunque a confermare la ripresa occupazionale catturata dall’Istat: nei primi sei mesi del 2014 gli avviamenti nella citta’ metropolitana sono aumentati di circa 6.000 unita’,  +6%. A salire sono gli avviamenti nelle attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (+26%), nel noleggio, in
agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+21%), nei servizi di sanita’ e sociali (+16%), ma anche nelle attivita’ manifatturiere, seppur di meno (+11%).
Un’altra novita’ che contraddistingue il 2014, emerge dal rapporto, e’ la svolta relativa all’andamento
demografico: per la prima volta a Bologna, come nel resto dell’Emilia-Romagna, la popolazione residente diminuisce, soprattutto per via del calo dei flussi migratori. In questo senso, si avvisa, “nonostante il calo dell’occupazione, il fabbisogno occupazionale, ovvero i posti di lavoro che sarebbe necessario creare per tornare all’equilibrio pre-crisi del 2007, sono ancora molto elevati e gli investimenti censiti sino a
giugno 2014 sull’area bolognese sono in grado di generare solo il 27% di tale fabbisogno”.
Tira le somme quindi la Cgil nel suo osservatorio: i segnali di miglioramento del 2014 sono generati soprattutto dalle esportazioni e dal dinamismo di alcuni comparti dei servizi. Allo stesso tempo, la ripresa finora registrata “pare concentrarsi in alcuni ambiti determinati e non essere ancora caratterizzata da quel carattere sistemico e da quella intensita’ che sarebbero necessarie” per riportare le condizioni economiche e del mercato del lavoro vicine a quelle precedenti alla recessione. In particolare, “i livelli di disoccupazione permangono elevati, soprattutto nelle fasce di eta’ piu’ giovani, e l’occupazione registrata in aumento risulta essere prevalentemente a tempo parziale”. Inoltre, “a fronte di un aumento degli avviamenti al lavoro, la durata dei rapporti tenda a contrarsi e le tipologie contrattuali precarie ad aumentare”. (DIRE)

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