“Crash Again”. Occupata l’ex stazione della Veneta di via Zanolini

Bologna, 10 nov. – Crash occupa di nuovo. Dopo lo sgombero dello scorso 8 agosto gli attivisti dell’ex centro sociale di via della Cooperazione hanno preso possesso dell’ex stazione ferroviaria della Veneta di via Zanolini 41. “Questa è una occupazione di garanzia – dicono gli attivisti al megafono – sarà temporanea se si attiverà una trattativa col comune. Altrimenti resteremo qui definitivamente”. Lo spazio occupato nell’ex-stazione è quello dell’atrio, inutilizzato da anni. Nel passato il quartiere San Vitale aveva più volte provato ad attivare dei percorsi per riaprirlo, ma inutilmente. Il nodo è sempre stato quello delle risorse economiche. L’università ha recentemente annunciato di voler creare nell’atrio una sala studio. Il progetto è già stato approvato e finanziato e attende l’ok della Sovrintendenza, ha spiegato il Prorettore vicario Mirko Degli Esposti.

Ma un’ora dopo il blitz arriva la risposta del sindaco Virgilio Merola: “Se vogliono dialogare con le istituzioni democratiche, non occupano”. Ecludendo quindi la possibilità dell’occupazione di “transizione”. Se si occupa, è la risposta che arriva da Merola, niente dialogo.

Dopo lo sgombero di agosto Crash aveva cercato un’interlocuzione con la giunta e con il quartiere Navile. Incontri informali e contatti tra le parti ci sono stati, così come un tentativo (infruttuoso) di convincere un proprietario a mettere a disposizione la sua proprietà non utilizzata. L’idea dei militanti era (ed è) quella di intavolare un tavolo col Comune e arrivare alla definizione di una soluzione simile a quella trovata per Làbas, l’altro centro sociale sgomberato ad agosto. Ma se per Làbas Palazzo d’Accursio è arrivato alla definizione di un avviso di gara ad hoc su vicolo Bolognetti, per Crash l’impegno (salvo che in un caso) non è generalmente andato oltre le dichiarazioni di intenti. Lo scorso 2 novembre l’ultimo comunicato del collettivo, un inviato alle istituzioni per trovare assieme una soluzione, ma anche un implicito ultimatum.

“Vogliamo avanzare una proposta”, scrivevano gli attivisti per poi puntare i fari su alcune strutture di proprietà pubblica e “sull’incredibile numero di grandi e piccole strutture private disseminate al quartiere Navile e nel resto della periferia di Bologna che restano abbandonate per decenni”. “È  possibile – era la richiesta alla giunta – immaginare uno scarto in avanti sull’uso sociale di queste strutture?”. La riposta arrivò il giorno dopo, durante il question time del Comune. Della questione Crash, ha riferito l’assessore Matteo Lepore – se ne sta occupando il quartiere. “Con la giunta nessuna interlocuzione al momento”.

“Vogliamo parlare con le istituzioni per dare casa ai tanti progetti di Crash interrotti con lo sgombero di agosto, ma che il tavolo di tratttiva questa volta sia reale”, ragiona Fulvio Massarelli di Crash.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.