La sinistra alternativa rinasce a Bologna. “Primo obiettivo: vincere il referendum anti Jobs Act”

costruire-lalternativaBologna, 18 dic. – Soffia ancora forte il vento del ‘no’ referendario. Soffia forte sicuramente per la sinistra alternativa che ha deciso di ritrovarsi a Bologna e da lì lanciare la sua sfida al Pd e a Renzi. La scelta non è casuale: a Bologna è nata e cresciuta Coalizione civica, lista che ha saputo mettere asseme movimenti, partiti e centri sociali, e che ha incassato il 7% dei voti e due consiglieri comunali. E da Bologna partirà una carovana che girerà tutta Italia, città per città, per scrivere “dal basso verso l’alto” il programma che porterà alle elezioni politiche. Non un’iniziativa locale dunque, ma il rilancio di quella sinistra di alternativa che tante volte ha fallito, ma che questa volta può contare su un campo milioni di voti, quelli del ‘no’ al referendum.

Gli analisti si stanno scervellando per capire cosa c’è dentro al ‘no’ referendario ma, dice l’europarlamentare di Possibile Elly Schlein “la verità è che un sacco di persone che non votavano più sono tornate a votare. Questo conferma che avevamo ragione a dire che l’astensionismo non fosse mancanza di voglia di partecipare o di interesse sul proprio futuro, ma una sfiducia verso il sistema politico, e verso lo strumento della delega. Su questo la politica tutta deve interrogarsi profondamente, e cercare di rimettersi con umiltà all’ascolto di quel che già si muove nella società”. Magari i milioni di ‘no’ che hanno affossato il governo Renzi non saranno tutti elettori di sinistra, certo. La differenza però, al di là di conti, proiezioni e sondaggi, sembra questa volta farla la volontà politica. Sel/Sinistra Italia, l’Altra Europa, Possibile, Act!, consiglieri e consigliere comunali e regionali, attiviste e attivisti arrivati da tutta Italia: tutti dicono di voler remare dalla stessa parte, festeggiano la vittoria del ‘no’, la caduta di Renzi (“ma non del renzismo, quello è ancora lì”, ricorda Luca Casarini), vedono all’orizzonte una nuova possibilità per quella sinistra che ha deciso che col Pd ormai non ci si può più stare.

Non per niente per l’incontro bolognese è stato scelto un nome che parla da sè: “Costruire l’alternativa“. Una giornata per dare vita ad “un grande movimento per l’attuazione della Costituzione, la lotta alle diseguaglianze e il diritto al futuro”.

Primo obiettivo: spingere il pedale dell’acceleratore sulla costruzione in tutta Italia di comitati per il ‘sì’ ai tre referendum della Cgil su voucher, jobs act e appalti. “Se ci faranno votare sarà un referendum spartiacque, che segnerà chiaramente chi sta da una parte e chi dall’altra, e che manderà a casa liberismo e renzismo”, dice Federico Martelloni di Coalizione Civica.

“A me interessa che questo paese inverta la rotta – continua Martelloni – mi interessa dire ‘no’ ai voucher e al Jobs act, al ponte sullo Stretto di Messina, mi interessa cambiare le politiche sui beni comuni a partire dalla scuola. Di queste cose voglio parlare, non mi interessano alchimie politiche, geometrie o etichette”.

“Da domani inizieremo a lavorare per creare ovunque comitati territoriali referendari”, promette il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni. Sviluppa il ragionamento StefanoFassina, ex Pd, che ricorda come da sola “Sinistra Italiana non sia adeguata al compito”, e che abbia invece bisogno di fare rete assieme ad associazioni e movimenti. O magari assieme a quelle esperienze civiche che stanno nascendo in Italia e tentano di fare alternativa partendo dal governo dei Comuni.

Spinge ancora di più l’europarlamentare dell’Altra Europa Eleonora Forenza, che si chiede se abbia ancora senso avere a pochi mesi di distanza due congressi, uno di Sinistra Italiana e l’altro di Rifondazione comunista. Nel mezzo decine di interventi, con voci che raccontano le esperienze di Napoli e di Messina, le lotte dei movimenti veneti e i progetti di nuove liste civiche a Palermo e a Padova (dove è nata, anche lì, una Coalizione civica). E poi la consapevolezza della finestra di opportunità politica che per una volta si apre invece che chiudersi, tra un Pd alle prese con la lotta congressuale e un Movimento 5 Stelle lacerato dalla vicenda di Roma; tra un referendum costituzionale vinto e un altro in arrivo che potrebbe mandare in pensione le politiche del governo Renzi sul lavoro.

Il podcast con le intervista a Nicola Fratoianni (coordinatore di Sel), Alfonso Gentile sul rapporto tra amministrazione e movimenti a Napoli e Federico Alagna di Cambiamo Messina dal basso. “Coalizione civica? Se si moltiplicasse in Italia sarebbe solo una buona notizia. Sui territori servono forme di partecipazioni diverse, eccedenti e più articolate rispetto al soggetto politico centrale. Magari ce ne fossero altre cento”, ragiona Fratoianni.

Alla fine di 8 ore di lavori, discussioni plenarie e tavoli programmatici, c’è la sintesi finale. “Non esisono ricette semplici ma ci mettiamo in cammino per costruire l’alternativa, che non si costruisce da sola. Per questo parte oggi una grande carovana, per scrivere collettivamente il programma dell’alternativa”. Il sindaco di Napoli De Magistris, intervenuto telefonicamente, si è già prenotato per ospitare la carovana quando arriverà a sud. “Anzi girerò anche io con la carovana”, aggiunge. Poi, in primavera, un grande appuntamento nazionale per tirare le somme e affrontare il percorso che porterà alle elezioni.

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