Coop. Turrini “Chiudere 25 aprile e Primo Maggio dev’essere valore di tutti”

Bologna, 29 apr.- Coop Adriatica il 25 Aprile è rimasta chiusa e lo farà anche il Primo Maggio. Adriano Turrini, presidente del colosso cooperativo della grande distribuzione, rivendica la scelta di tenere le serrande abbassate nelle “festività nazionali”. Una scelta che non è stata condivisa da altre catene cooperative: lo scorso 25 aprile, infatti, i punti vendita di Unicoop Tirreno e di Coop Liguria sono rimasti aperti. “Questo paese sta perdendo un pezzo di memoria” spiega Turrini, secondo cui è necessario utilizzare “ogni occasione per ricordare da dove veniamo e cos’eravamo”. Per questo il presidente di Coop Adriatica, pur ritenendola “del tutto legittima”, non condivide la scelta dei colleghi toscani e liguri. Il presidente di Coop Liguria, Franco Bernardini, ha spiegato così la scelta di restare aperti nel Settantesimo della Liberazione: “Innanzitutto, la possibilità di tenere aperto in certe giornate, come il 25 aprile, ci è data da un contratto integrativo che abbiamo siglato lo scorso anno, anche con la firma dei sindacati. Dopodiché- ha spiegato al Secolo XIX Bernardini-, il personale chiamato al lavoro è scelto su base volontaria. Parte del ricavato sarà destinato a contribuire a iniziative per i giovani nei campi di Libera sequestrati alla mafia”.

Turrini non ha mancato di far presente ai colleghi la propria contrarietà alla loro decisione. Certo, “il primo maggio questo non accadrà, ma ciò non basta” ed è per questo che il presidente di Coop Adriatica proporrà all’associazione delle coop di distribuzione di riscrivere il codice etico dell’associazione affinché l’impegno a rispettare alcune festività, prime tra tutte il 25 Aprile e il Primo Maggio, sia un valore condiviso. Secondo Turrini bisogna battere il chiodo fin ch’è caldo: “E’ necessario affrontare l’argomento ora e non superare il Primo Maggio, perché si rischierebbe di rimandare la discussione al 25 Aprile del prossimo anno”.

 

Coop Adriatica, ricorda Turrini, ha anche deciso di regalare alle famiglie con bambini una copia del libro “I miei primi Primo Maggio”, scritto da Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil, e Umberto Romagnoli, professore di Diritto del Lavoro all’Università di Bologna. Il libro, la cui edizione è stata sostenuta proprio da Coop Adriatica, racconta ai bambini che cos’è la festa dei Lavoratori. Un modo, spiega Turrini, proprio per tenere viva la memoria del “chi siamo e da dove veniamo”.

L’iniziativa, però, ha raccolto le critiche della consigliera comunale bolognese del Pd Raffaella Santi Casali. La consigliera, iper renziana cattolica, sul proprio profilo Facebook ieri mattina ha ironicamente “avvertito” Turrini: “Gentile Signor Coop, sono la socia (anziana) n. 289718 e mi sto recando all’Iper Lame per la solita spesa famiglia numerosa. Le consiglio di diramare la mia foto segnaletica affinché nessuno provi a regalarmi la mirabile opera dell’ingegno del signor Landini, così generosamente da lei pagata. Sappia che, nel caso, riporrò il mio carrello e dirigerò me e il mio portafoglio verso l’ Esselunga. Le comunico altresì che nei pressi della mia abitazione, oltre all’Incoop da me abitualmente foraggiata, sono aperti un Conad, una Pam, e un Carrefour e sta crescendo in me il pur doloroso desiderio di approfondire la loro conoscenza. Da ultimo, dia un’occhiatina alla cifra del mio ultimo ristorno, tanto per curiosità. ‪#‎occhioallezdaure‬ ‪#‎lacoopnonseitu‬

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