Consultorio Mit a rischio. Marcasciano: “Si lavora gratis da mesi”

Bologna, 14 mag. – Dal 1994 il Mit (Movimento Identità Transessuali) si è dotato del primo consultorio per la salute delle persone transessuali e transgender. Oggi, se non sarà rinnovata la convenzione con ASL e Regione Emilia Romagna, rischia di chiudere. I medici e il personale stanno lavorando gratis da mesi. La convenzione infatti, che di solito è rinnovata a dicembre/gennaio, prevede l’erogazione dei fondi necessari al mantenimento e al funzionamento del consultorio. Il servizio, che assiste 980 utenti, potrebbe presto essere sospeso.

Il consultorio fornisce alle persone transessuali assistenza e sostegno qualificato nel percorso di transizione e di cambio del sesso. Si tratta del primo centro nato in Italia e in Europa, considerato un’eccellenza per la tutela della salute delle persone trans. Durante la presentazione del Bologna Pride 2015, Porpora Marcasciano, presidente del MIT, ha dichiarato : “Non abbiamo chiaro quale sia l’obiettivo della sanità regionale, a causa delle elezioni ci sono stati continui rinvii e non sappiamo chi sia il nostro interlocutore. Non possiamo difendere ogni anno il diritto a gestire un consultorio del genere. Vorremmo un riconoscimento definitivo, visto che è considerato un bene comune in tutta Italia“.

 

 

di Martina Nasso

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