Congresso Pd. Rizzo Nervo: “Voglio un partito utile, umile e vicino”

Bologna, 8 sett.- Il 2 ottobre Luca Rizzo Nervo, assessore con delega al Welfare e alla Sanità, al secondo mandato e colonna portante della giunta di Virginio Merola, si dimetterà. La data è l’ultima utile per la presentazione delle firme a sostegno della candidatura al congresso del Partito Democratico che impegnerà i circoli della provincia nella seconda decade di ottobre. Rizzo Nervo inizierà a raccogliere le firme degli iscritti tra qualche giorno: “Inizierò la raccolta delle firme a metà settembre. Ci vuole il 3% degli iscritti o il 10% dell’assemblea – ha spiegato Nervo -. Io sceglierò la strada degli iscritti”.

Quello del prossimo ottobre rischia di essere il primo vero congresso del Partito Democratico bolognese, tradizionalmente ancorato alla linea di discendenza Pci-Pds-Ds. Questa volta la cosa è un po’ più complessa con una scomposizione delle aree uscite dal congresso nazionale: gli orlandiani sono divisi tra il sostegno al segretario uscente, Francesco Critelli, demariano doc, e quello a Rizzo Nervo; idem in casa renziana, dove una parte, quella vicina al consigliere regionale cattolico Giuseppe Paruolo sostiene Piergiorgio Licciardello mentre quella del consigliere comunale Marco Lombardo è tra le promotrici della candidatura di Rizzo Nervo. Un congresso complesso, quindi, che non poteva, “per forza di cose”, essere unitario come auspicato, fino all’ultimo, da Andrea De Maria. “L’unità è un valore– spiega Rizzo Nervo-, ma è un esito, non una premessa. E va trovata confrontandosi sui vari temi per poi trovare differenze ma anche terreni comuni, perché se siamo uno stesso partito, ci sarà un perché”. Il clima interno al partito non è dei migliori, e quindi lo scontro aperto può essere, dicono alcuni, l’ultima occasione per salvare il salvabile.

Un partito utile, umile e vicino“: queste le parole chiave del progetto di Rizzo Nervo che vuole innanzitutto rinsaldare il rapporto tra Bologna e quel che resta dei circoli territoriali della provincia. L’ottica è quella della città metropolitana e per questo, se eletto segretario, nominerà un vice segretario per la città metropolitana per  collegare centro e periferia. “Bisogna recuperare dialogo, vicinanza e progettazione e costruire buone prassi condivise”. Altro tema caldo è quello del funzionariato: Rizzo Nervo, in linea con quanto fatto dal suo sostenitore ed ex segretario Raffaele Donini, vuole contratti a tempo determinato per i dirigenti, in modo che ogni nuovo segretario possa contare su di una squadra di propria scelta. Per quanto riguarda il rapporto con l’amministrazione, Rizzo Nervo vuole la completa autonomia: “Sarà il sindaco a scegliere il mio sostituto“. Al momento sembra probabile che Merola assumerà pro tempore le deleghe di Rizzo Nervo e si arriverà alla nomina di un sostituto solo in caso di vittoria del congresso. Per quanto riguarda invece il futuro di Bologna e il dopo Merola, Rizzo Nervo risponde così alla domanda sull’ipotesi che alla base della sua candidatura vi sia un accordo di ferro con Matteo Lepore, suo collega di giunta, in vista delle elezioni 2021: “Non c’è nessun accordo tra me e l’assessore Lepore, il candidato sindaco lo sceglieranno le primarie“.

 

Alla vigilia della manifestazione di Làbas, Rizzo Nervo ribadisce la sua linea, bollata da alcuni come cerchiobottista (“ma non mi interessa, la penso così” ci tiene a puntualizzare): “L’esperienza di Làbas va portata in un quadro di legalità. Ci sono tutte le condizioni e gli strumenti per trovare soluzioni. No a corsie preferenziali”.

 

      LUCA RIZZO NERVO

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