Comune blindato a Bologna. Dopo gli sgomberi è paura contestazioni

carabinieri palazzo daccursio

Foto di Clara Vecchiato

Bologna, 26 mag. – Caschi e scudi a portata di mano, all’ingresso di Palazzo d’Accursio questa mattina stazionava un plotone di carabinieri. Con loro polizia, vigili urbani a presidio degli ingressi secondari, e agenti della Digos. Non è scontato poter entrare in Comune, e infatti questa mattina chi voleva accedere a palazzo veniva interrogato sulle ragioni del suo ingresso.  E così a restare fuori sono stati i dipendenti dell’ex Provincia guidati dal sindacato Usb, mentre gli ex occupanti che avrebbero voluto protestare nel cortile del Comune per lo sgombero subito ieri hanno trovato direttamente il portone chiuso. Segno della tensione che in città sta crescendo man mano che si sommano gli sgomberi.

Ieri l’ex Dima di via Emilia Levante, oggi gli ex Magazzini del popolo occupati ad aprile dal collettivo Hobo. Senza contare lo sgombero lampo subito dai cuochi sovversivi di Eat the rich, che tre giorni fa hanno potuto gustare solo per poche ore la loro seconda occupazione. Sgomberi diversi di occupazioni diverse con la possibilità che prima o poi il Reparto mobile si presenti di fronte alle due grandi occupazioni abitative su cui grava un’ordinanza di sequestro: l’ex Telecom di via Fioravanti e la palazzina di via Mario de Maria.

“Gli sgomberi arriveranno, ma senza fretta”, ha detto giorni fa il Prefetto Sodano, senza però lasciare dubbi: “Se si troveranno soluzioni per queste persone meglio, altrimenti bisognerà procedere comunque”. Quando il momento arriverà, hanno già fatto sapere gli occupanti guidati dal collettivo Social Log, si ripeterà in grande stile quanto già successo giorni fa, quando la Digos provò ad eseguire l’ordinanza di sequestro e fu costretta a desistere dalle proteste degli occupanti.

Senza contare che in caso di sequestro il problema abitativo si riverserà istantaneamente sulle spalle dell’assessore al welfare Frascaroli e dei servizi sociali del Comune, che prima di tutto dovranno trovare una soluzione abitativa per bambini e persone anziane. Frascaroli, che sta tentando da mesi di regolarizzare l’occupazione di via Mario de Maria, ha parlato di “situazione drammatica” in caso di sgombero, e nel prossimo futuro dovrebbe incontrarsi con i vertici della Curia bolognese per capire quali risorse il mondo cattolico è in grado di mettere in campo per rispondere all’emergenza abitativa in città, un tema su cui da settimane infuria la polemica politica, con la destra (e anche parte del Pd) che chiede prima di tutto il rispetto della legalità. Un dibattito innescato anche dall’ordinanza, firmata dal sindaco Merola, che ha superato l’art. 5 del Piano casa  e riportato l’acqua nell’occupazione di via de Maria.

E’ in questo contesto che si inserisce il dispositivo di sicurezza attivato per “difendere” il Comune da eventuali contestazioni. Il provvedimento, spiegano dall’amministrazione, non è però stato richiesto dal Comune ma concordato tra Questura e Polizia municipale.
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