Compianto a pagamento. Ma la novità non convince tutti

IMG_20150909_121503

 

Bologna, 9 set. –  “La cosa migliore per il Compianto penso sia lasciare l’entrata libera e chiedere donazioni per la manutenzione”. Questa, tra le voci che abbiamo raccolto sulle scale della chiesa di Santa Maria della Vita, dove da ieri per ammirare il Compianto del Cristo Morto si paga un biglietto di 3 euro,  riassume perfettamente gli umori dei residenti e dei turisti. Da un lato c’è chi è contrario all’ingresso a pagamento perché crede che le opere d’arte debbano essere un bene comune, accessibile a tutti. Dall’altro invece c’è chi pensa sia giusto pagare: la cifra è irrisoria, l’opera è maestosa ed è giusto sostenerne la manutenzione e il restauro.

Il gestore, Genus Bononiae, ha infatti deciso di far pagare il biglietto per ammirare il capolavoro di Niccolò dell’Arca.  L’entrata servirà a coprire le spese di manutenzione del gruppo scultoreo in terracotta e della stessa chiesa di Santa Maria della Vita. E da novembre i 3 euro copriranno anche l’entrata al museo della Sanità e all’Oratorio, che fino ad allora si potranno visitare gratuitamente. Genus Bononiae gestisce il santuario dal 2006, in convenzione con la Curia e con l’Ausl, proprietaria anche dell’Oratorio e del museo.

Il Compianto è gratuito per i bambini fino a 5 anni e ridotto a 1 euro per le scuole e per chi ha un altro biglietto del circuito di Genus Bononiae. Per non disturbare i fedeli, inoltre, la cappella che custodisce l’opera in terracotta sarà protetta da un pannello. Nella prima giornata sono stati staccati 173 biglietti, il primo pagato dal presidente di Genus Bononiae Fabio Roversi Monaco. Nelle prime ore di oggi i biglietti staccati erano circa 40. Finché l’ingresso per il Compianto è stato gratuito, in un anno sono stati registrati fino a 350mila visitatori. Numeri che se dovessero ripetersi anche con il biglietto a pagamento porterebbero in cassa circa 1 milione di euro.

Antonella Scarcella

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.