Smog. Il metereologo Lombroso: “Se è emergenza stop a tutto il traffico”

Bologna 29  dic-. L’ inquinamento sta occupando le prime pagine dei quotidiani e come sempre il tema diventa di attualità soprattutto quando costringe al blocco del traffico delle automobili.

Luca Lombroso, meteorologo free lance, divulgatore ambientale e personaggio televisivo, noto al pubblico per la partecipazione dal 2003 al 2007 al programma di Fazio “Che tempo che fa”.  Da 25 anni si occupa di clima, ambiente, energia sostenibile.

Come sta l’aria in Emilia Romagna? Lombroso lo spiega subito: “Non certo bene. E non è una emergenza nuova”.  Il metereologo riconosce che il Pair, il piano aria della regione Emilia Romagna, è uno strumento buono.

Ma il dibattito generale è inconcludente, le soluzioni palliative: le rottamazioni delle auto, ad esempio, sono state una mossa sbagliata che ha portato più costi che benefici. I grandi filoni su cui intervenire sono due. Da una parte bisogna agire per una mobilità sostenibile, incentivare i trasporti pubblici, limitare gli spostamenti, … Dall’altra, e qui c’è da cominciare praticamente da zero, considerare il tema dell’edilizia residenziale, commerciale e dei servizi, che è un vero e proprio mostro dal punto di vista dell’inquinamento. “Abbiamo edifici che sono dei colabrodo energetici – aggiunge – perciò sarebbe meglio coibentare, insomma aggiustare questi piuttosto che costruire ancora”.

Come non servono, e su questo Lombroso boccia senza appello il piano del Governo, soluzioni come il rinnovamento del parco macchine. Sono poco utili, insufficienti. Si sente parlare di progetti per due, tre, quattro nuove autostrade  in Emilia Romagna. Piuttosto che costruire ancora bisogna diminuire il traffico su quelle esistenti.

I blocchi del traffico nelle città sono o no la soluzione?  No. Nelle città, ognuno fa per sè mentre servirebbero interventi di sistema.

Il problema va affrontato il modo olistico, sottolinea Lombroso, a tutti i livelli. Questa fasa acuta, rappresentata dall’alta pressione, diventa un fattore di emergenza. In realtà nessuna condizione meteorologica è compatibile con la nostra civiltà iperfrenetica.

L’ approccio olistico, cioè interdisciplinare è l’unico possibile. Intervenire invece, come accade, con provvedimenti riparatori non fa altro che aumentare la gravità del problema in prospettiva.

I provvedimenti, che comunque andrebbero presi almeno a livello regionale e non per singoli centri urbani, vanno applicati al verificarsi dei primi sintomi (l’inquinamento altrimenti tende ad accumularsi  e il danno è fatto).

Le auto vanno bloccate tutte, anche quelle nuove, anche le ibride. L’ affidabilità dei dati a volte è discutibile (vedi il caso Volkswagen) e le variabili per considerare le emissioni inquinanti sono molteplici (pensiamo al parcheggio di un supermercato con auto a motore acceso).

“La realtà è che siamo iper-sviluppati e oltre i limiti geografici del nostro sistema – spiega – abbiamo troppe attività, strade, autostrade, automobili.  Almeno non aggraviamo la situazione, rendiamo le citta più vivibili per le persone incentivando l’uso di mezzi pubblici che però, al di là della proposta tutta da verificare della riduzione dei costi dei biglietti in alcuni centri, devono essere più presenti e più frequenti, la qualità del servizio deve migliorare”.

Lombroso parla anche della recente conferenza sul clima di Parigi, la COP21. La conferenza ha affrontato soprattutto il tema dei gas serra piuttosto che lo smog, e ha prodotto indicazioni e disposizioni ai singoli paesi per una importante diminuzione delle  emissioni, del 40 per cento entro il 2030.

Limitare nei prossimi anni l’aumento di temperatura entro i due gradi è indispensabile, fondamentale per la sopravvivenza dell’umanità, insomma il minimo che si può fare. Non possiamo aspettare ulteriori segnali, ricordiamoci degli anni ’90 e dell’introduzione delle auto catalizzate. Non l’avessimo fatto saremmo messi come a Pechino.

intervista di Riccardo Tagliati, articolo di Luca Benetti

 

 

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