Come è andato il Salone del Libro? Come valutano gli editori la presenza di Amazon?

Bologna, 15 mag. – Si è chiusa con le facce soddisfatte degli organizzatori, Nicola Lagoia e Massimo Bray tra tutti, l’edizione numero 31 della fiera del libro più importante d’Italia, dopo la scissione dell’Aie dell’anno scorso e il conseguente abbandono dei grandi editori, Mondadori in primis, questo è stato l’anno del ritorno a casa, con una richiesta che ha superato la capacità del Lingotto che è andato in overbooking (una trentina di stand sono stati sistemati alla bell’e meglio in una tensostruttura che ha creato non pochi mal di pancia).

I numeri dicono 144.386 visitatori unici contro i 143.815 del 2017 a cui si aggiungono i 26.400 del Salone Off, contro i 25.000 del 2017, per un totale di 170.786 visitatori. Numeri importanti, che hanno creato disagi all’ingresso del Salone sopratutto a causa dei controlli di sicurezza (dove venivano sequestrate anche le bottiglie ecologiche riutilizzabili e le forbici da carta che i bambini delle numerose scolaresche avevano negli astucci) tanto da spingere gli organizzatori a bloccare gli accessi per un’ora nella giornata di sabato. “Meglio i disagi legati al successo che quelli dovuti all’insuccesso” ha commentato Nicola Lagioia che ha poi invitato tutti a smetterla con la ricorsa ai numeri “L’asticella della crescita la dobbiamo fissare sulla qualità del progetto culturale”.

Sulla stessa linea anche Christian Raimo che su facebook scrive “Molte sale erano troppo piccole per eventi complicati e densi: da Jessa Crispin sono rimaste fuori 300 persone, da Wallace linguista lettore critico più di 200.
I bagni e la ristorazione tutto da migliorare e rivedere. La logistica, il rumore. Il Lingotto va anche ristrutturato. Lì la direzione del Salone non c’entra nulla, ma è evidente che se Nicola Lagioia lo pensa come un progetto e Autogrill lo pensa come un evento qualcosa non va. I kinder bueno a 2 euro e 80, le interminabili file per un caffè, l’impossibilità di avere dell’acqua gratis.”

Quest’anno per la prima volta si è registrata anche la presenza di Amazon. Come hanno valutato questa scelta gli editori?

Lo abbiamo chiesto a Isabella Ferretti di 66and2nd, Lorenzo Flabbi de L’orma, Paola Papetti di Odoya, Cristiano Armati di Redstar Press,  Riccardo Zanin di Diabolo.

 

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