Colonia. Analizzare i fatti “senza isterismi”

Bologna 11 gen.- “Le città europee stanno cambiando e bisogna affrontare il cambiamento senza isterismi”. La scrittrice di origine somala Igiaba Scego accetta di ragionare sui fatti di Colonia e ai nostri microfoni spiega che “le nostre società stanno diventando sempre più complesse e la sfida vera è realizzare un percorso vero di cittadinanza”.

Lungi da lei la giustificazione delle violenze sulle donne piuttosto il ragionamento si deve spostare su come vengono organizzate le città. “Io vedo in questa cosa di Colonia più che l’islam sotto accusa una diseguaglianza di base che sfocia in pazzia. Questo non lo dobbiamo permettere altrimenti il corpo della donna diventa un campo di battaglia”.

L’ultimo libro di Igiaba Scego, Adua, è la storia di una donna di origine somala che vive da molti anni a Roma e ha un compagno che è arrivato in Italia via Lampedusa con cui ha un rapporto complicato fatto di un amore a tratti rabbioso. Adua fa parte della diaspora somala degli anni ’70 ed è ad un bivio della vita: medita di tornare in Somalia, paese che non ha più visto dallo scoppio della guerra civile e si confida con la statua dell’elefantino del Bernini che regge l’obelisco in piazza Santa Maria sopra Minerva. Alla statua parlerà del rapporto per nulla semplice col padre e della sua “fuga” in Italia dove è precipitata nella schiavitù del corpo e in quella dei pregiudizi.

La riflessione della scrittrice si concentra su un’analisi delle città europee in questo momento storico e in un paio di passaggi su analogie tra Colonia, città nota per la sua movida in Germania, e il quartiere del Pigneto a Roma dove la Scego vive.

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